ADDIO A NADINE: L’AFRICANA BIANCA

Nadine Gordimer

Nadine Gordimer

Si è spenta nella sua casa di Joannesburg, il 15 luglio 2014, una delle voci più incisive nella storia della lotta contro l’apartheid. Amava definirsi “un’africana bianca” Nadine Gordimer, premio nobel alla letteratura nel 1991, anche se era originaria dell’occidente.

Ha trascorso i suoi novant’anni tra i suoi scritti e i suoi ideali, nella lotta contro le ingiustizie della discriminazione razziale, ma anche più in generale ha perseguito la difesa della dignità umana.  Il suo personaggio è valutato da molti come la maggior scrittrice sudafricana: le sue opere denunciavano le ingiustizie delle segregazioni raziali  e lasciavano emergere una società lesa nella dignità dai loro governi.

Unita da un legame di grande amicizia con Nelson Mandela, la scrittrice, proclamando che “Nelson Mandela appartiene al mondo” mise a disposizione la sua casa di Joannesburg per gli incontri tra il leader Sudafricano e  l’Anc (African National Conference) durante i negoziati che permisero infine le prime elezioni libere e multirazziali e alla nomina dello stesso Mandela come capo dello stato.

Con le seguenti parole ricorda la sua amicizia  con Nelson Mandela:

Credo che in Sudafrica abbiamo avuto dei veri eroi, Nelson Mandela ne è l’esempio massimo, ma come lui ci sono stati molte altre persone che hanno rischiato la vita, che sono state in prigione. In misura molto minore anche gli scrittori hanno rischiato e hanno affrontato la possibilità che i loro libri fossero messi al bando e non letti a causa delle loro convinzioni.

Le più grandi vittorie

La scrittrice considerava tra le sue vittorie non solo l’assegnazione del Nobel ed la sua risonanza, così rappresentativa, per il Paese che tanto amava, il Sud Africa, ma anche la testimonianza deposta al processo  Delmas nel 1986 con cui ha orgogliosamente contribuito a salvare la vita di 22 membri dell’Anc, accusati  ingiustamente di tradimento. Sempre in prima linea nella difesa degli oppressi, faceva sentire la sua voce ferma e coraggiosa, nella sua esile figura.

Questa è stata la storia di una donna dall’energia straordinaria e di una pacata sensibilità, non africana, ma con l’Africa nell’anima.

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