Alcuni aggiornamenti sul progetto “Riqualificazione del personale sanitario dell’area di Kwango”

Il Progetto “Riqualificazione del personale del Kwango” in corso nella Repubblica Democratica del Congo, è stato avviato nel 2009  presso l’ISTM (Institut Supèrieur des Techniques Mèdicales) Marie Reine de La Paix, diocesi di Kenge.  

Nella provincia di Kwango dove il 70% delle strutture sanitarie è rappresentata da capanne di fangoe legno e  dove i parti sono assistiti da anziane levatrici è essenziale garantire la formazione di personale qualificato.

La Dott.ssa Chiara Castellani è impegnata da sempre nella formazione di personale infermieristico ed è stata a lungo Direttrice dell’unico Ospedale di Kimbau  che offre i propri servizi ad oltre 100.000 abitanti nel raggio di 5.000 km dove solo da poco è arrivata l’acqua e l’energia elettrica.

Si espone in prima linea felice di vivere in una condizione alienante per chiunque ma non per lei,  che la racconta così:

“Potete toglierci tutto, privarci di qualsiasi diritto – dice, e sembra che lo dica a nome di un popolo, con la sua voce che alterna sussurri e frasi sferzanti – ma non potete toglierci il diritto di sognare. E in Africa ho visto con i miei occhi che i sogni, anche quelli più arditi, si realizzano”.

C’è  Anuarite, una delle ottanta ragazze che seguono il corso di scienze infermieristiche dell’ISTM di Kenge coinvolte nel progetto attivato con l’aiuto della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus.

Dopo un mese dalla morte del  marito Alphred  che è stato sgozzato dai banditi sulla strada di Feshi , è nato Alphred le petit. Adesso Anuarite lavora al centro Dream alla periferia di Kenge e sta costruendo la casa per sé e i tre bambini, la più grande già alla scuola elementare.

La Dr.ssa Castellani ci racconta ancora qualcosa di lei: “Ieri Anuarite era in servizio al Centro di Salute Dream  abbiamo parlato a lungo dei suoi progetti e dei suoi sogni di madre sola, che stenta ancora a coprire i bisogni della famiglia di origine (rimasta senza padre qualche mese prima che lei restasse vedova) e della sua famiglia anch’essa senza un padre.  La casa (di paglia e terra rossa) dove le due famiglie abitano è cadente da quando non c’è più il padre. I fratellini non studiano più, mancano i soldi. Adesso Anuarite si è convinta di fare da padre e madre, da sola, alle due famiglie. E di costruire una nuova casa in mattoni e cemento, per resistere nel tempo. Intanto ha iscritto a scuola la primogenita, e sta facendo studiare i fratellini. Ma i soldi sembrano non bastare mai…..Però Anuarite è sempre sorridente, come nella foto.”

C’è Blandine appena diventata madre di una bambina Francine Niau Niau. Era costretta a vendere sapone per guadagnarsi da vivere, ora grazie alla borsa di studio ha conseguito la  laurea e frequenta lo stage finale. E’ destinata al centro di salute di Beno. L’assunzione delle neo-laureate nelle strutture sanitarie dello Stato è attualmente automatica dopo il conseguimento del titolo di studio, anche se per legge l’assunzione definitiva è preceduta da sei mesi di stage di perfezionamento nelle strutture stesse.

Un anno di istruzione in più può cambiare la loro vita e con soli 125 Euro è possibile garantire l’iscrizione e il pagamento di tutte le tasse universitarie. Le candidate sono tutte future infermiere ed ostetriche destinate ad operare nei reparti di maternità e nei servizi sanitari della provincia.

Cambiare la loro vita vuol dire cambiare tante vite.