Altre adolescenze: essere bambini in Africa

Ci sono villaggi in Africa, soprattutto quelli che appartengono alle zone rurali e all’area Sub Sahariana, in cui la condizione del bambino è in estrema situazione di disagio.

Viene loro tolta la possibilità di vivere l’infanzia rispetto ai coetanei più fortunati per diversi fattori. Sia per la scarsità di scuole che per la condizione di povertà che non sempre permette alle famiglie di farsi carico delle tasse d’iscrizione, non sempre i piccoli possono accedere all’istruzione.

Corso di formazione in Addis Abeba-Dicembre 2010-1

I bambini sono costretti a lavorare prematuramente, talvolta anche duramente, e, soprattutto per le bambine, a sposarsi appena adolescenti.

Questo avviene soprattutto in Paesi quali il Rwanda, che la guerra civile ha scosso con milioni di vittime, causando numerosi orfani, in Uganda, in Zaire, in Burundi e soprattutto in Zambia, Paese che, secondo le stime dell’Unicef, ha il triste primato del dilagare dell’Hiv, con trecentomila contagi.

Nel contesto delle famiglie colpite dall’Aids, a pagare il prezzo più alto sono le bambine. Spesso spetta alle ragazze prendersi cura quotidianamente dei malati e della casa, pertanto se frequentano una scuola sono costrette a ritirarsi, senza poter ultimare i loro studi, una “condanna” che le renderà in futuro doppiamente emarginate.

Il dramma dei bambini soldato

Hanno dai dieci ai diciotto anni i bambini che vengono reclutati nei conflitti armati, sia schierati con le forze governative che nelle armate di opposizione. bambini soldato

Ciò avviene in tutto il mondo, ma in Africa in modo particolare.

Questi giovanissimi ragazzi talvolta sono costretti a combattere in prima linea, altre volte sono utilizzati come portatori di munizioni e vettovaglie, ma in entrambi i casi sono costretti a subire notevoli danni fisici e psichici.

Vengono trattati brutalmente, se fanno degli errori le punizioni sono violente ed in caso di diserzione possono venire arrestati o essere freddati da esecuzioni sommarie. Anche alle ragazze spetta la stessa sorte, malgrado la percentuale delle reclutate sia minore, sono spesso vittime di stupri e violenze. Molti bambini vengono strappati alle loro famiglie dai guerriglieri in modo brutale.

Ne troviamo tristi esempi nel progetto attivo in Congo della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, in collaborazione con la diocesi di Kyenge, che è volto al recupero psicologico di 890 bambini soldato.

Alcuni giovanissimi si arruolano addirittura volontari, con l’illusione di trovare una via di sopravvivenza, perché probabilmente orfani e soli, in preda alla disperazione. Le conseguenze dei sopravvissuti ai conflitti sono irreparabili, specie sul piano psicologico, e, spesso ne escono in stato di denutrizione, se non hanno subito mutilazioni in ogni caso il rischio di aver contratto malattie della pelle, patologie respiratorie e Aids è molto alto.

Aiutiamo il loro futuro

A tutti questi poveri innocenti viene sottratta la gioia dell’infanzia. Noi abbiamo davanti i loro occhi tristi che vivono una condizione di disagio tra povertà e fame. Numerosi progetti della Fondazione sono rivolti al sostegno delle bambine che non possono andare a scuola e che, senza istruzione, incontrerebbero un futuro ancora più drammatico del presente.

Tante gocce di speranza per costituire un mare di solidarietà.

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