Asha Haji Elmi. Per la Somalia si può ancora fare.

Membro del Parlamento di transizione somalo, ha a lungo lavorato per portare la pace nel suo Paese e dare voce alle sue donne. Quando le donne sono state escluse dai processi di pace lei le ha unite, superando i confini dei clan, in un network chiamato il “Sixth Clan” che la Elmi ha presieduto per occuparsi di questioni locali e nazionali, un movimento per la promozione della donne somale nella vita politica del Paese.

Asha Haji Elmi

Asha Haji Elmi

E’ anche Presidente e Fondatrice di “Save the Somali Women and Children” un’Associazione che è stata determinante nel sostenere i diritti di genere e politiche dello sviluppo. Ex Presidente del Comitato Nazionale Somalo per le mutilazioni genitali femminili e pratiche tradizionali nocive (FGM / HPTS), parte di un più ampio Comitato Inter-Africano sulla questione.

In una recente intervista di Sukri Said a La Repubblica.it, la Elmi sostiene:

“Noi abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione senza precedenti. Abbiamo cominciato dai personaggi più in vista della società, dalle moschee. Abbiamo coinvolto la società civile a 360 gradi. Prima vi era omertà totale, era un tabù. Le donne violentate si nascondevano. Invece noi abbiamo coinvolto prima di tutto gli uomini, i religiosi, i notabili per far loro prendere coscienza della gravità del fenomeno e abbiamo fatto capire alle ragazze che non hanno nessuna colpa e nulla di cui vergognarsi. Non devono vergognarsi di denunciare perché la vergogna ricade sui loro violentatori. Attualmente stiamo spingendo ancora di più. Abbiamo promosso la creazione di canzoni contro la violenza sulle donne e c’è perfino una suoneria per i cellulari che riproduce una di queste musiche. Abbiamo finora ottenuto l’aiuto della comunità locale che ci ha dato i fondi per finanziare la campagna di sensibilizzazione che stiamo portando avanti. La risposta è stata sorprendente e la gente ha dimostrato molta attenzione ed apprezzamento per il problema dandoci con il consenso e il sostegno economico la forza per continuare. L’Italia è stata vicina alla Somalia anche durante la guerra civile. L’amicizia fra i due popoli è indelebile e sono sicura che si svilupperà ancora molto, adesso che la Somalia ha ritrovato l’unità di intenti e prova ad uscire dall’abisso in cui era caduta.”.

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Nel gennaio 2004 la Elmi è stata l’unica donna a co-presiedere la Conferenza per la Riconciliazione Nazionale Somala e la prima donna a firmare l’Accordo di Pace. Per il suo continuo lavoro per la costruzione della pace, nel 2001 è stata nominata Ambasciatrice di Pace dalla Federazione Internazionale per la Pace del Mondo e nel 2003 insignita del Premio Peace Appreciation dalla Community Concern Somalia e nel 2005 onorata del Premio di African Woman of Substance che la ha candidata automaticamente alla nomina per “1000 donne per il Nobel per la Pace”.

La Elmi ha ottenuto una Laurea in Economia presso l’Università Nazionale Somala ed un master in business administration presso l’Università Internazionale americana a Nairobi.

Questo il desiderio della Elmi a conclusione dell’intervista che le è stata fatta: “Che al più presto possa tenersi a Mogadiscio un convegno internazionale sui diritti delle donne. Un tema fondamentale per il progresso umano nella città simbolo di quanto facile sia cadere nell’oscurità del medio evo e quanto difficile sia uscirne senza la collaborazione internazionale. Senza il rispetto delle donne e del loro corpo ogni altra battaglia per i diritti umani sbiadisce.”

La Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, particolarmente sensibile alla questione somala, si unisce al desiderio della Dr.ssa Elmi con l’auspicio di assistere ad altri passi avanti nel processo di pace e stabilizzazione politica del Paese.

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