Buone notizie dall’Etiopia grazie al contributo della Fondazione!

È un freddo ma luminoso mattino di dicembre ed oggi, in Fondazione, incontriamo Padre Aklilu venuto a farci visita, di ritorno dalla sua missione in Etiopia, dopo aver respirato l’atmosfera dell’Abba Pascal Center, nella città di Soddo; un Collegio che offre istruzione primaria e secondaria di ottimo livello. Ha portato del buon caffè etiope e, con questo dono, altre numerose notizie delle sessantacinque allora ragazzine, adesso cresciute, che stanno per ultimare gli studi intrapresi grazie al sostegno della Fondazione, con la sua collaborazione e quella di Antonio Striuli, che in loco le hanno attentamente seguite nel loro percorso scolastico.

Una scuola differente 

Il progetto è partito nel 2010 e ha permesso la formazione scolastica delle beneficiarie ripartite in diverse classi e gradi. Il loro denominatore comune è stato il grande impegno dimostrato che le ha portate a non abbandonare gli studi, malgrado le condizioni di indigenza e le tristi storie di povertà che gravano sulle loro famiglie. Aklilu spiega che il sistema educativo etiopico è ripartito in modo diverso rispetto a quello italiano. La scuola prevede una formazione di dieci anni in cui le materie sono generali, quindi dal primo al decimo grado.

I primi quattro gradi sono equivalenti alle elementari italiane, i successivi quattro alle medie ed infine gli ultimi due alle superiori.

L’accesso all’università dipende dai risultati scolastici ottenuti, i voti conseguiti devono essere necessariamente discreti e addirittura ottimi per l’iscrizione a medicina. Durante la sua permanenza all’Abba Pascal, nello scorso mese di novembre, ha potuto trascorrere del tempo nelle aule, parlare con le beneficiarie del progetto, che sono ormai in piena adolescenza e che con grande volontà sono avanzate di grado.

Ed infine l’università!

Soddisfatto degli esiti del progetto, Padre Aklilu informa, con orgoglio, di aver appreso una bella notizia: alcune di loro hanno già conseguito il decimo grado e sono riuscite, con gli ottimi risultati raggiunti, ad accedere al primo anno di università. Ci parla della giovane Tinsaym, che durante l’anno scolastico 2009-2010 è stata impegnata negli studi all’ottavo grado ed oggi è al primo anno di medicina, con il desiderio di diventare un giorno un bravo medico.scan093 Ci parla anche di Friwot, quattordicenne al momento dell’attivazione del progetto, che nonostante sia povera e proveniente da una famiglia numerosa, con tutte le ovvie difficoltà, ha ultimato il suo percorso educativo e dal 2013 frequenta la facoltà di ingegneria. Esempi questi che incoraggiano la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus ad andare avanti nella missione. scan092   In questo come in altri progetti, l’universo femminile ha dimostrato di sapercela fare anche contro lo sfavore del destino.

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