CAMPAGNA NOPPAW: UN NOBEL PER LA PACE ALLE DONNE AFRICANE

Perché un Nobel alle donne africane?

Non tutti riconoscono il valore di quel che fanno le donne nel Continente al sud del mondo. Esse sono reali portatrici di pace ed è proprio con l’intenzione di valorizzare il ruolo attivo della donna che, nel 2011, la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, e più precisamente la Prof.ssa Rita Levi-Montalcini,  ha appoggiato attivamente l’inusuale, ma geniale, iniziativa dell’Associazione Chiama Africa e dell’associazione Cipsi, il cui Presidente, Guido Barbera, da sempre collabora ed è amico della Fondazione stessa. 

Le motivazioni nascono per evidenziare i molteplici e prioritari ruoli che le donne africane ricoprono, spesso silenziosamente, ma con dignità e coraggio. Esse spesso sono sole a gestire la famiglia, crescendo i figli in condizioni talvolta drammatiche. Malgrado questo non si perdono d’animo, non solo restano accanto a chi soffre e a chi è malato, ma vogliono migliorare la loro condizione e quella del prossimo. Lo fanno talvolta abbracciando la carriera politica o spesso organizzandosi in attività di micro imprenditoria in vari settori. Ormai sono migliaia le cooperative che operano in Africa nel campo dell’agricoltura, del commercio, della formazione e della lavorazione di prodotti agricoli, in cui le donne hanno spiccate capacità.

Un premio insolito per una causa speciale

“Con la proposta di premiare tutte le donne d’Africa intendiamo far passare un messaggio preciso, che risiede proprio nell’importanza di un premio collettivo e non individuale. La pace ha bisogno di azioni di massa, ha necessità dell’intervento di tutti, non solo di qualcuno” Con queste parole determinate il Presidente Barbera ha condotto  con successo la Campagna per l’assegnazione del Premio, chiamata ‘Nobel Peace Prize for African Women’ (Noppaw), coinvolgendo per mesi il  mondo intero, attraverso una raccolta di firme cartacea e una digitale, congressi e video di sensibilizzazione.

Il premio Nobel per la pace 2011 è, in definitiva, andato a tre donne: Ellen Johnson-Sirleaf, Presidente della Liberia, Leymah Gbowee,  avvocato liberiana  e all’attivista yemenita Tawakkul Karman, con la seguente motivazione: “per la loro lotta non violenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace”.

 Diamo il giusto valore al lavoro delle donne in Africa

Anche la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus ha contribuito alla sua promozione, decidendo di raccontarlo, non solo dalla voce del suo promotore, Presidente del Cipsi, ma anche con la testimonianza di  Pauline Kashale, Presidente Fondarc Repubblica Democratica del Congo,in occasione della Terza Conferenza Internazionale “L’istruzione: Chiave dello sviluppo” nel 2011.  

Durante il loro intervento è emerso che l’obiettivo del Premio non è stato solo quello di attribuire il giusto valore al lavoro delle donne, ma anche di riportare l’attenzione del mondo sul Continente, e soprattutto di stabilire proficue partnership con gli altri Paesi del mondo, per crescere nel tempo e solidificarsi, sia economicamente che strutturalmente.

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