Dalla parte del Sudan: la guerra del Darfur può cessare

downloadDa un anno e mezzo il Darfur sta vivendo una situazione di massacro. Migliaia sono le vittime e milioni gli sfollati. Il genocidio in Sudan continua, anche se pare si stia arrivando ad un accordo, già siglato ad Addis Abeba, tra l’attuale Presidente Salva Kiir ed il capo dei ribelli, l’ex vice presidente Riek Machar,  che ha caldeggiato la guerra per riconquistare il posto da cui è stato destituito.

Durante il  Consiglio del Ministero degli  Affari Esteri, tenutosi nel dicembre 2014, è stato poi ribadito il sostegno l’IGAD (Intergovernamental Authority on Development) già incaricata di supervisionare il processo di pace ed il cessate il fuoco – ed alla missione ONU UNMISS per la protezione dei civili, ha ribadito il suo impegno.

 

download (1)Nella speranza della tregua

Malgrado il contatto di pace sia stato firmato, l’intenzione di fermare gli scontri ancora non c’è e le due fazioni continuano a combattere.

La situazione umanitaria del Paese è a livelli drammatici. Sono moltissimi gli sfollati, circa un milione e mezzo, con le loro case distrutte ed i centri rasi al suolo. I soldi del Governo sono impiegati ad acquistare armi e munizioni e i Sudanesi non hanno garanzie ne di cibo, ne tantomeno di sicurezza di muoversi e poter ricostruire una nuova vita.

imagesGli aiuti esteri non bastano

L’Unione Europea sta attualmente cercando di intervenire in aiuto su due fronti, con un’azione diplomatica ed un’altra azione di assistenza umanitaria. Oltre ad un piano di investimenti messo in atto in previsione della ricostruzione del Paese, sono stati stanziati svariati milioni di euro per fronteggiare i fabbisogni primari: assistenza medica, nutrizione, servizi igienico-sanitari ed istruzione.

Nonostante gli aiuti, non vi è posto rimedio alla risoluzione né del conflitto in essere, né all’indigenza di chi vive nel massacro: “L’assistenza umanitaria salva vite e allieva le sofferenze, ma non può risolvere la crisi”, (DG ECHO)

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