Dall’African Union Summit 2014

Il Direttore del Dipartimento delle Donne, Genere e Sviluppo dell’African Union, Mrs. Litha Musyimi-Ogana ha indetto una conferenza stampa in occasione del 22° African Union Summit che si è tenuto dal 21-31 gennaio 2014 ad Addis Abeba.

Mrs. Ogana ha presentato una relazione  sullo stato della ratifica del protocollo della “African Charter of Human and Peoples’ Rights on the Rights of women in Africa” in cui si evidenzia come, a distanza di dieci anni, siano trentasei gli Stati membri che hanno aderito.

Ha inoltre incoraggiato gli Stati che ancora non l’abbiano sottoscritto a farlo, sottolineando che è tempo di passare alla fase  esecutiva.

A tal proposito oltre dieci Stati hanno espresso il loro interesse. Mrs. Ogana ha aggiunto che dagli Stati Membri ci si aspettava un resoconto sui risultati ottenuti ma attualmente il Malawi è l’unico Paese che ha dimostrato la maggiore partecipazione presentando il suo rapporto.

Ad Addis Abeba  altre donne hanno colto l’occasione del Summit, per chiedere più attenzione da parte dei leader mondiali intervenuti presentando una spontanea dichiarazione: “The Girl Declaration”.

Fra i temi prioritari:  violenza contro le donne, educazione, parità di genere, libertà di movimento e sviluppo sostenibile.

In risalto: l’accesso ad un’educazione di qualità, la possibilità di un impiego, la mancanza di informazione su salute riproduttiva e sessuale e l’altissimo livello di violenza contro le ragazze e donne chiamate ad una forte azione, così come spiegato nella  dichiarazione unanime consegnata ai leader del continente.

La Dichiarazione esorta i leader africani a prendere in considerazione le priorità delle giovani donne  in quanto determinanti per la posizione comune dell’Unione Africana nel futuro programma di sviluppo, dopo la scadenza nel 2015 degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Dalla Dichiarazione: “Noi,  ragazze e future donne dell’Africa, siamo l’epicentro dello sviluppo africano… aiutateci a realizzare il nostro sogno di un’Africa dove c’è pace, giustizia, rispetto per i diritti umani e parità di genere. Un Continente libero da corruzione, dalla violenza contro le donne, dove le ragazze beneficiano del loro diritto allo studio e non sono a rischio di matrimoni precoci, dove le donne sono coinvolte nel processo di sviluppo e nei suoi risultati.”

“The Girl Declaration” è stata presentata durante un evento che riuniva una rappresentanza di giovani donne provenienti da tutta l’Africa per un dibattito alla presenza di capi di governo africani, organizzazioni multilaterali, ONG e rappresentanti del settore privato.

La testimonianza di una di loro: “Sono nata durante la guerra e sono cresciuta nella guerra, Lidia Oliver 23 anni proveniente dal Sud Sudan, è arrivata ad Addis Abeba dopo 5 giorni di viaggio per scappare dal suo Paese assediato“I leader ci devono ascoltare perché noi donne possiamo parlare dei problemi che affliggono l’Africa”.

Milioni di donne ancora combattono per i loro diritti, alcune però ce l’hanno fatta.

Questa è la testimonianza della Dr.ssa  Kindi Tayla alla IV Conferenza della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus del 16 gennaio 2014: “L’istruzione delle donne africane: questione di genere e motore dello sviluppo.

Lei ha avuto la possibilità di cambiare la sua vita, cambiare le regole e, grazie alla sua educazione e formazione, cambiare la vita di tante altre donne.

Particolarmente interessante  ed attuale il suo messaggio:

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