Delphine: “Il genocidio in Rwanda non ci ha fermato”

delphine studentessa del progetto rwanda sostenuto dalla fondazione montalcini

Nel 1994 il Rwanda ha, tragicamente, vissuto il suo olocausto nel genocidio di tutsi e hutu moderati.

Una “pulizia etnica” costata la vita a 80.000 persone in soli cento giorni di devastazione nei campi profughi. La popolazione rwandese, mutilata ed in ginocchio, si è decimata; molte donne sono rimaste sole e tanti piccoli si sono ritrovati soli ed orfani.

Ai sopravvissuti non è rimasto altro che ritrovare le forze per ricostruire una propria dignità e ricominciare a vivere.

Il racconto di Ingabire Delphine

Abbiamo potuto leggere questo desiderio di rivalsa attraverso il racconto di Ingabire Delphine, una delle cinque ragazze sostenute all’istruzione universitaria, dalla Fondazione Rita Levi-Montalcini, in collaborazione con la Onlus Progetto Rwanda.

La responsabile che segue le ragazze in loco e le monitorizza con attenzione, Mariella Fenoglio, ci manda sue notizie ed il suo triste racconto, anche se carico di gratitudine per l’opportunità di riscattare il suo futuro.

Una triste sorte

Delphine è nata nel 1991. Lei e suo fratello, maggiore di tre anni, hanno vissuto l’orrore di quei cento giorni appena piccolissimi, perdendo entrambi i genitori. Ricorda la sua infanzia vissuta nelle difficoltà: vengono affidati ai loro nonni, ma questi sono troppo anziani per lavorare, i soldi per tutti e quattro non bastano.

Per i due piccoli fratellini non può che profilarsi un futuro di stenti e povertà.

Fortunatamente, grazie al sostegno a distanza di una benefattrice, con cui ha sempre mantenuto corrispondenza in gratitudine, Delphine ha potuto frequentare le scuole primarie e secondarie, con notevole profitto.

Racconta che allo scadere degli anni di studio ha visto allontanarsi il sogno di accedere all’università.

Le tasse di iscrizione e tutte le spese che avrebbe comportato la sua istruzione, andavano ben oltre a quanto la sua “madrina” così ha definito, con affetto, la sua benefattrice aveva opportunità ancora di offrirle. A quel punto, dice di aver atteso lo scorrere degli avvenimenti, pregando e sperando di trovare un modo di essere ancora aiutata, intimamente convinta di potercela fare.

La selezione tra le ragazze più meritevoli della scuola, da parte di Progetto Rwanda, è avvenuta in un giorno di tre anni fa, che lei oggi ricorda come il più bello della sua vita. Grazie al sostegno della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, Delphine si è iscritta all’Università Auca (Adventist University of Central Africa) ed attualmente frequenta con orgoglio e profitto il terzo anno della facoltà di Tecnologia dell’Informazione, un’ottima università che offre un elevato livello educativo ai suoi studenti.

Ritorno alle origini

Delphine non dimentica i suoi nonni, i soli parenti ancora in vita, sebbene troppo anziani per offrire un aiuto concreto, in campo economico, sono in ogni caso sempre disposti a sostenere lei ed il fratello con tutto l’appoggio affettivo che necessita.

La ragazza, finora, ha usato le sue vacanze dandosi da fare in qualsiasi lavoro, per recuperare qualche soldo e poter offrire sostentamento alla sua adorata famiglia. Appena le è possibile, lascia il campus universitario per stare un po’ con loro. Le danno la certezza che, finché avranno vita, per lei ci saranno sempre e forse proprio il loro amore ha permesso a Delphine di diventare non solo una brava studentessa, ma anche una donna.

Lascia un commento

Your email address will not be published. *
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>