Donne da Nobel: Barbara McClintock alla scoperta della genetica cellulare

Barbara_McClintock_(1902-1992)Premio Nobel nel 1983, Barbara Mc Clintock (1902-1992) nacque a Hartford, nel Connecticut. La famiglia comprese e accettò il suo interesse per la scienza, e le concesse grande autonomia, anche se la madre, discendente dai pionieri del “Mayflower”, riteneva poco femminili le inclinazioni della figlia. La ragazza studiò genetica al Cornell’s College of Agricolture di Ithaca, nello stato di New York. Durante gli studi iniziò le sue ricerche sui cromosomi ed elaborò una tecnica di colorazione mau usata prima per rendere visibili i vari cromosomi del mais.

Gli anni della scoperta 

Negli anni successivi uscirono nove suoi articoli scientifici con i quali fornì la prova che i geni si trovano realmente nei cromosomi. Tale scoperta dimostrava che lo scambio d’informazione genetica può essere accompagnato da uno scambio di frammenti dei cromosomi stessi: in tale modo aveva fondato la genetica cellulare.  Pur ottenendo grandi riconoscimenti per questi risultati, la scienziata per molti anni dovette dipendere economicamente dalle borse di studio, perchè per meno di un secolo fa anche negli Stati Uniti le donne non avevano possibilità di accedere all’insegnamento universitario, almeno nel settore della ricerca. La McClintock fu costretta ad effettuare i suoi esperimenti in condizioni precarie e sottopagata.

McClintock_BarbaraAll’interno della cellula

Dalla sua parte aveva una straordinaria facilità nell’osservare al microscopio l’oggetto di studio come se tra questo e lei non ci fossero barriere: quasi che durante le osservazioni lei stesa si trovasse all’interno della cellula e si guardasse intorno, come affermò una volta.  Questa modalità fu definita da Evelyn Fox Keller, la maggior esponente dell’epistemologia (filosofia della scienza) femminista “sintonia con l’organismo”. Nel 1936 ebbe finalmente un posto da professore incaricato presso l’Università del Missouri, dopodichè fu eletta membro della National Academy of Science e nel 1945 divenne la prima donna presidente della Società Americana di Genetica.

I “geni che saltano”

A Cold Spring Harbour con la collaboratrice Evelyn Witkin riuscì a spiegare il fenomeno dei “jumping genes”,  i “geni che saltano”. Dopo sei anni di studi sulla colorazione delle foglie delle piante del mais scoprì che era possibile “manovrare” i geni che ne erano responsabili, provando l’esistenza di geni controllori dell’attività di altri geni e capaci di cambiare proprietà images nobel“saltando” all’interno di un cromosoma o tra diversi cromosomi. Tale scoperta, presentata a un congresso nel 1951, non fu ben accolta: metteva, infatti, in discussione le teorie della genetica classica secondo le quali i geni erano le unità immutabili dell’ereditarietà. La Mc Clintock sosteneva, invece, che il codice genetico di ogni organismo fosse un elemento dinamico stimolato dall’ambiente circostante.

L’arrivo del riconoscimento

Solo alla fine degli anni Settanta il mondo scientifico fu pronto ad accettare la concezione formulata dalla scienziata. La sua attività fu infine coronata dall’assegnazione del Premio Nobel per la Medicina nel 1983, ben trentadue anni dopo la sua rivoluzionaria scoperta di genetica cellulare. (Brano tratto dal libro “Le tue antenate” di Rita Levi-Montalcini con Giuseppina Tripodi, Gallucci editore)

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