Donne da Nobel: Dorothy Crowfoot, alla scoperta della penicellina

indexLa quarta donna, in assoluto, ad essere stata insignita del Premio Nobel per la chimica ha avuto, in  comune con Rita Levi-Montalcini,  il grande amore per l’Africa, tramandatole da suo padre. Lei è Dorothy Crowfoot Hodgkin, una biochimica britannica, Premio Nobel nel 1964, per i suoi studi di cristallografia ai raggi X, determinando la struttura atomica di Sali e composti organici,  che le hanno permesso di giungere ad una delle scoperte più importanti nello scenario della medicina, quale la determinazione della struttura del primo antibiotico: la penicellina.

L’amore per l’Africa e per la cristallografia

Il padre di Dorothy faceva l’archeologo al Cairo, ed è proprio il luogo in cui, il 12 maggio del 1910, la ragazza nasce e cresce fin quando all’età di dieci anni segue la sua famiglia in Sudan. Precocemente inizia i suoi studi sulla cristallografia, fino all’ottenimento della laurea a ventidue anni alla prestigiosa Università di Oxford. Oggetto delle sue ricerche saranno anche la struttura dell’insulina e dell’emoglobina. Mentre altri scienziati del tempo concentravano i loro esperimenti con un metodo chimico, lei con successo ha scelto la strada della fisica, scoprendo quel che per l’umanità sarebbe stata una salvezza in campo medico.

Dal mondo scientifico all’impegno sociale

index 2Un anno dopo il ricevimento del Nobel, la regina Elisabetta II le conferisce la nomina di membro dell’Order of Merit, soltanto la seconda volta nella storia brittanica, dopo Florence Nightingale. Dedica la seconda parte della sua vita ad impegnarsi nel sociale:  per il diritto allo studio e per l’ottenimento della pace nel mondo.  Nel 1987 riceve il Premio Lenin per la pace, grazie al suo totale attivismo nella promozione del disarmo e per la cessazione dei conflitti. Muore a Shipston, nel 1994.

Dorothy, come tante altre donne di grande successo, è stata moglie e madre di tre figli. Essendo femmina ha incontrato le solite resistenze da parte dei colleghi maschi, e ha  faticato  ad essere considerata nei convegni, ma il suo infaticabile lavoro di ricerca è stato  meritevolmente premiato con la più alta riconoscenza possibile.

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