Donne da Nobel: Grazia Deledda ed il suo amore per la letteratura

1289484703236deleddaAnche la letteratura ha avuto i suoi Premi Nobel al femminile, la prima in Italia è stata Grazia Deledda (Nuoro 1871 – Roma 1936). La sua è stata una vita di successi, ma anche di ostacoli e difficoltà.

Gli studi solitari

A cominciare dalla possibilità di una formazione scolastica che fosse pari ai maschi, impossibile per le donne di quei tempi (fine ottocento). Così la futura scrittrice, dopo aver frequentato le elementari si vide costretta ad interrompere gli studi a scuola, perché alle femmine non era concesso di andare oltre ad una formazione primaria. Venne inizialmente istruita a casa da un maestro privato, ma proseguì gli studi da autodidatta.

thLa corsa verso il successo

Il suo spiccato talento letterario fu scoperto dallo scrittore Enrico Costa, suo grande amico Sassarese, storico ed archivista, che si rivelò fondamentale per l’inizio della sua carriera.
Furono numerose le opere tra racconti, romanzi e poesie scritte da Grazia Deledda, di corrente verista e decadentista, di grande successo e forte impatto emotivo e che trovarono riscontro di critiche positive provenienti dal mondo della letteratura, tra cui anche Giovanni Verga e altri nomi noti di quel periodo.

Impegno e determinazione

Il destino le riservò momenti difficili, specialmente nella sua famiglia d’origine, con la morte del padre e della sorella e con i problemi dati dai suoi fratelli e conseguenti difficoltà economiche, eppure nulla ebbe il potere di arrestare la sua corsa. Nel 1900 sposò Palmiro Madesani, che conobbe a Cagliari. Da quel momento Grazia Deledda condusse una vita riservata con suo marito ed i loro due figli trasferendosi a Roma.

Gli anni del Nobel

Riuscì, ad ogni modo, a conciliare la sua vita privata con l’amore per la letteratura. Il riconoscimento del Premio Nobel le venne attribuito nel 1926. Dieci anni più tardi morì a causa di un tumore al seno, di cui da tempo soffriva.

Abbattere gli stereotipi si può

Il suo è l’ennesimo esempio di come una donna può con la sua forza di volontà abbattere gli stereopiti; desiderare ed ottenere un’alta formazione, anche quando le viene vietato dalla società, per raggiungere la massima soddisfazione personale, con la forza del suo impegno.

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