Donne da Nobel: i numeri magici di Maria Goeppert

183718Maria Goeppert: la prima donna ad essere insignita del Premio Nobel per la fisica e la seconda donna in assoluto, dopo Marie Curie, ad ottenere questo alto riconoscimento, frutto di immenso lavoro e di studio. Corre l’anno 1963, quando il modello nucleare a shell, proposto da lei e dal professor Jensen, suo collaboratore e amico, fa conquistare ad entrambi la candidatura e la vittoria al Nobel. Donna impegnata, docente di fisica all’Università di Chicago, moglie e madre di due figli, Maria ha contribuito a mettere un’importante tassello nella storia della fisica mondiale.

Gli anni dell’Università

 Maria nasce a Katowice, nell’odierna Polonia. Suo padre è docente di pediatria nella stessa università in cui poi lei intraprenderà i suoi studi, l’Università di Gottingen. La sua principale passione è la matematica, ma successivamente sceglie la strada della fisica. E’ nel 1930, sotto la supervisione di tre premi Nobel: Max Born, James Franck e Adolf Windaus, che ottiene il dottorato in Fisica teorica. Nello stesso periodo conosce un giovane ricercatore americano, Joseph Edward Mayer, studioso di chimica e fisica, che diventa il suo futuro marito e da cui nascono due figli. Una volta sposati si trasferiscono a Baltimora, dove il professore Mayer ha ottenuto la cattedra presso la John Hopkins University. Nel frattempo Maria esercita per molti anni, gratuitamente, la sua attività di ricerca nel campo della fisica, assistita dal marito e da alcuni suoi colleghi. Qualche anno dopo riesce anche lei ad ottenere la cattedra di fisica all’Università di Chicago, conquista non comune per una donna di quell’epoca.

indexLa scoperta dei numeri magici

Durante gli anni di insegnamento intraprende le sue ricerche sulla fisica del nucleo dell’atomo, lavorando per lunghi anni con il fisico Hans Daniel Jansen, individuando infine i così detti “numeri magici”, cioè combinazioni  particolari di neutroni e protoni che rendono particolarmente stabile l’atomo. Da qui Maria formula il modello “a guscio” del nucleo atomico, che appare come una nube elettronica che riveste l’atomo, che farà ottenere ai due fisici la massima onorificenza.

 

images 3Una stella nel firmamento

Sebbene la qualità straordinaria dei suoi lunghi anni di studio, l’essere donna in quegli anni è stato penalizzante ed il riconoscimento della sua grande professionalità è avvenuto tardi, al compimento dei suoi 53 anni, ma il suo nome resta tra quelli che ha influenzato positivamente il corso della storia, che la stessa Rita Levi-Montalcini ha ricordato sul suo libro “Le tue antenate”, tra le donne che si sono distinte per determinazione ed impegno.

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