Donne di domani

foto2“Educare una donna significa educare una Nazione” è lo slogan che attiva tutta l’azione della Fondazione Rita Levi-Montalcini, anche riportato sui muri di molte scuole del Mozambico.
Voliamo così nella provincia di Sofala, dove Padre Poletto, con la sua Associazione Esmabama, sta monitorando il progetto di alfabetizzazione, sostenuto in collaborazione con la Fondazione, per permettere a cento giovani povere ragazze di concludere il loro ciclo di studi.
Selezionate tra le studentesse più meritevoli e con maggiori problemi economici, salvate dalle zone emarginate delle bidonville delle città, dove i sistemi idrici ed elettrici sono fatiscenti, queste ragazze rappresentano la speranza per la loro comunità. La loro istruzione potrà ripercuotersi sulle famiglie di appartenenza, attuali e future. Il progetto in sé racchiude l’aspettativa che ciascuna ragazza formata porti la conoscenza acquisita almeno ad altri nove membri della comunità, arrivando ad un totale di mille beneficiari.
foto 1La scuola che insegna a vivere

Partito dal mese di gennaio 2014, il progetto oggi è attivo. Le cento ragazze stanno studiando non soltanto le materie curriculari previste obbligatorie dal sistema scolastico, ma anche le tecniche di produzione, a secondo delle loro attitudini, perché possano un giorno intraprendere qualsiasi attività generatrice di reddito. La formazione che stanno acquisendo offre una grande opportunità di crescita: ogni materia di studio concorrerà allo sviluppo dell’intera persona. Al termine del corso di studi, della durata di due anni, le donne avranno appreso nozioni di economia domestica ( la conoscenza di tecniche agricole nonché imparare a conservare frutta e ortaggi e cucire) ma anche una corretta igiene domestica e la prevenzione di contagio da HIV e altre malattie infettive.

Tutte a lavoro!

Queste cento giovani studentesse diventeranno donne, probabilmente future madri e mogli, pronte a contribuire direttamente al sostentamento della famiglia con le nuove conoscenze apprese e le capacità di migliorare la produttività della terra, con tecniche rispettose dell’ambiente e della salute.
Giunte a metà di un percorso che le porterà ad uscire dalla miseria per diventare dignitose e libere, facciamo a loro un grosso in bocca al lupo.

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