ELLEN SIRLEAF: LA MAMMA DELLA LIBERIA

Primo piano della Presidente della Liberia

Primo piano della Presidente della Liberia

La chiamano Mama Ellen, per l’istinto di protezione che è tipico di una madre con i suoi figli, e che lei, con più vasta portata, prova per il suo Paese. Ellen Sirleaf, premio Nobel per la Pace nel 2011 assieme a Tawakkul Karman e Leymah Gbowee “per la loro battaglia non violenta a favore della sicurezza delle donne e del loro diritto alla piena partecipazione nell’opera di costruzione della pace“, dal 2005 è la prima donna Presidente della sua Liberia. Ex dirigente della Banca Mondiale,  ha conquistato ammirazione del mondo per la sua vitalità e determinazione nel riuscire a mantenere la stabilità di un Paese quale la Liberia, massacrato da 14 anni di guerra civile e riducendo un debito nazionale che pareva insanabile, grazie alle sue competenze in campo economico.

“Donne, siete pronte per la storia?”

“ Il futuro è nostro perché ce ne siamo fatte carico” Il suo motto risuona energico, infonde ottimismo. Essendo donna, alla direzione di uno Stato, ritiene  che il suo incarico abbia una quota in più: la sensibilità. Non si è persa d’animo nel vedere la Liberia ridotta in macerie, all’inizio del suo mandato. Lentamente e progressivamente sta risollevando l’economia. I suoi pensieri sono la disoccupazione e l’istruzione, soprattutto con l’obiettivo di una parità di genere. Incoraggia le altre donne ricordando che il futuro dell’Africa, come motore della crescita economica globale, è legato a filo doppio alla condizione femminile.

“Non sono più una rarità le donne che raggiungono i più alti livelli di istruzione e che occupano posizioni da leader” Continua la Presidente, anche se ritiene che l’Africa sia appena all’inizio di questo percorso evolutivo; il Parlamento liberiano conta solo il 15 per cento di presenza femminile, inoltre, nel campo dell’istruzione, molte donne non frequentano le scuola superiori per via dei matrimoni precoci.  Tuttavia resta fiduciosa credendo fermamente che nel prossimo decennio il volto dell’Africa potrà cambiare. Le donne non vogliono rivalsa, ma vogliono cooperare con gli uomini, avere gli stessi diritti e doveri, sentirsi realizzate ed apprezzate, allo stesso pari. E’ proprio partendo da questo presupposto che l’emancipazione può avvenire, perché l’uomo del ventunesimo secolo è abituato a considerarle delle partner con cui combattere e vincere le sfide globali.

Un nobel alla fermezza

“Le donne africane e dei Paesi in via di Sviluppo hanno un fardello maggiore sulle spalle: scarsa istruzione, forti disuguaglianze, violenze sessuali. Tuttavia, anche in circostanze dure, tengono ferme le loro posizioni, combattono e mobilitano persone”

Ellen Sirleaf ricorda le motivazioni per cui, con altre due grandi simboli femminili portatrici di pace, ha avuto l’onore dell’assegnazione del Premio Nobel per la pace, in rappresentanza delle donne africane, grazie alla campagna Noppaw, sostenuta da molte ong, tra cui anche la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus.

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