Guerra in Sud Sudan: la storia di Justine

JustineLa guerra in Sud Sudan non risparmia neppure l’arruolamento delle bambine, che vengono rapite dai guerriglieri, sottratte alle loro famiglie ovunque esse si trovino.
Un caso recente è capitato ad una giovanissima ragazza del Congo, oggi quindicenne, di nome Justine. Il suo dramma è iniziato quattro anni fa, quando viene sorpresa da un gruppo di uomini armati del LRA, durante la sua consueta passeggiata fino al fiume con le sorelle.
Ribellarsi sarebbe stato inutile, gli uomini senza scrupoli le avrebbero uccise, per cui Justine e le sorelle sono state barbaramente separate e costrette a sposare i militanti, entrando in un vortice di drammatiche violenze.
Bambina soldato e sposa bambina

A soli undici anni Justine subisce abusi dall’uomo che le è stato imposto e che la rende schiava. Soltanto un anno dopo il marito perde la vita durante uno scontro armato e a dodici anni la piccola è una giovanissima vedova, pronta all’imposizione del secondo matrimonio, un altro soldato violento e senza remore. Per quattro anni la bambina segue i miliziani, dal Congo al Sud Sudan, durante le loro razzie nei villaggi, per il recupero di cibo, armi e munizioni, massacrando gli abitanti e rapendo altri bambini.

La fuga verso la salvezza

Disperata e stremata, approfittando di un momento di distrazione dei suoi rapitori travolti da un attacco governativo nei boschi del Sud Sudan, Justine trova modo di fuggire per i sentieri, nascondendosi nel fitto della boscaglia, provando un disperato tentativo di salvarsi.
La corsa la porta a Yambio, una cittadina del Sud Sudan, ed è finalmente salva. La sua sorte cambia quando trova aiuto da un’organizzazione umanitaria italiana che si prende cura di lei.
Finalmente oggi Justine può anche andare a scuola e cominciare una vita normale come tutti i suoi coetanei, assistita dagli psicologi, anche se gli orrori della guerra, della priogionia e delle violenze vissute sulla sua pelle, hanno lasciato un segno indelebile e non saranno facili da dimenticare.

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