L’abisso dell’analfabetismo: un’ingiustizia per 493 milioni di donne

In un interessante articolo del Guardian “The literacy injustice: 493 million women still can’t read”, 774 milioni di adulti (dai 15 anni in su) risultano analfabeti, di questi oltre il 60% riguardano le donne (493 milioni). Il valore di questi dati, letti all’interno delle politiche di sviluppo dei diritti delle donne messe in agenda dai vari governi durante gli ultimi anni, non possono essere ignorati.

Scuola primaria in Madagascar - CC CC BY-SA 3.0

Scuola primaria in Madagascar – CC CC BY-SA 3.0

I benefici dell’educazione femminile hanno effetti concreti e duraturi su tutta una serie di indicatori dello sviluppo di un paese, facendone di fatto una delle questioni chiave su cui intervenire.

I miglioramenti sono evidenti in campo sanitario, con un calo dei tassi di mortalità infantile, incremento della produttività, con tassi di crescita economica trainati dall’immissione di soggetti nuovi ed istruiti in un mercati sempre più competitivi e che richiedono competenze sempre più avanzate.

Persistono ancora troppi ostacoli sulla via di una e vera e propria estensione del diritto all’istruzione come strumento di crescita ad una vasta platea di individui, ed in particolare verso le donne. Il peso della tradizione, barriere informali come il codice famigliare, il ruolo sociale della donna in alcune società, difficoltà ad accedere a strutture qualificate o vicine a centri abitati.

Tutti ostacoli che minano la strada verso un processo pieno di empowerment femminile.

Ellen Johnson-Sirleaf

Ellen Johnson-Sirleaf

Esempi di donne che sono riuscite a cambiare in meglio le proprie chance attraverso l’istruzione sono molti. Asha Haji Elmi, membro del Parlamento di transizione somalo, ha a lungo lavorato per portare la pace nel suo Paese e dare voce alle sue donne , oppure Ngozi Okonjo-Iwela, oggi Presidente della Banca Mondiale, Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia, e tantissime altre.

Ma non bisogna dimenticarsi di tutte quelle che invece restano nell’ombra, e la cui sorte è molto meno invidiabile, ma non per questo, si deve rimanere in silenzio e rinunciare ad agire.

I risultati sono sotto l’occhio di tutti, basta volerlo.

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