L’Africa in rampa di lancio ? Tutto falso, se non si investe nelle donne

In una recente intervista rilasciata alla CNN, Ellen Jonhnson Sirleaf, attuale presidente della Liberia e vincitrice del premio nobel per la pace nel 2011, cerca di fare il punto della situazione su alcune questioni chiave per il futuro del continente africano, ed in particolare sul problema di genere.

Secondo il premio nobel per la pace, esiste un solo fattore chiave capace di trasformare la vite degli individui, delle comunità e delle nazioni.

La risposta a questa complessa questione è semplice, e risiede nell’istruzione.

Mentre è ampiamente accettato il pensiero secondo cui non esista un’unica soluzione capace di poter poter in spalla milioni di individui fuori dalla povertà, è assodato come la chiave per rispondere a molte delle sfide più gravose è quella di fornire un’istruzione di qualità a tutti i ragazzi, e specialmente alla ragazze.

Ellen Johnson-Sirleaf  Hillary Clinton, 2009 - (C) U.S. Department of State

Ellen Johnson-Sirleaf Hillary Clinton, 2009 (c) U.S. Dep. of State

Nonostante il progressi fatti negli ultimi anni, è alto ancora il numero di ragazzi, e sopratutto ragazze che non hanno questa opportunità.

In alcune zone rurali dell’Africa, come quella sub-Saharina, quasi quattro ragazze su cinque non completano in ciclo di studi primario.

L’economia dell’Africa cresce ad un ritmo del 5% annuo, una tra le crescite più altre nel mondo, dando l’impressione di un continente in pieno sviluppo e crescita. Purtroppo, non sempre la crescita conduce ad uno sviluppo o a dei miglioramenti per i cittadini appartenenti alla fasce più deboli e meno protette.

Una crescita duratura si deve basare sulla partecipazione paritaria ed sostenile da parte di tutti, e alla base di questo, non vi può che essere una solida politica volta all’istruzione delle giovani generazioni. Secondo molte ricerche, i benefici economici derivanti dal raggiungimento di un pieno accesso all’istruzione primaria, superano di gran lunga i costi pubblici impiegati per sostenere tali programmi.

Basti pensare che, per ogni anno di scuola frequentato da una ragazza, vi sono possibilità di incrementare i propri guadagni dal 5 al 10 %. Seguendo gli attuali tassi di scolarizzazione e d’investimento in programmi educativi, le ragazze povere delle zone rurali della regione sub-Sahariana, potrebbe, forse, raggiungere la piena scolarizzazione primari, nel 2086.

Investire nell’istruzione femminile non è solo un imperativo morale, ma un investimento intelligente.

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