L’ORO DEL DESERTO

La lavorazione dell’olio di argan

Una delle qualità delle donne africane è ricavare sapientemente dalle risorse naturali, offerte dalla loro terra, degli ottimi prodotti di vario genere: dal burro di karitè, una sostanza commestibile che si ottiene dai semi del karitè di un particolare albero dell’Africa occidentale, all’altrettanto famoso olio di argan, estratto dai semi di una pianta in Marocco. Entrambi i prodotti sono utilizzabili come cosmetici e soprattutto l’olio di Argan ha delle qualità eccezionali:   previene l’infarto, l’ictus, nutre la pelle e ne contrasta l’invecchiamento, rafforza capelli e unghie. La sua lavorazione richiede una sapienza che le donne conoscono, per tradizione tramandata negli anni dalle loro madri, e sono profondamente grate a questa pianta che genera l’oro del deserto, così anche chiamato per il suo colore giallo oro ma anche perché un solo preziosissimo litro si ottiene con cento chili di nocciole, che occupa un importante ruolo sociale ed economico.  L’idea di commercializzarlo, fondando un’unione di cooperative, comincia dall’intraprendenza tutta al femminile. In Marocco è nata, ad esempio l’UCFA (Unione delle Cooperative Femminili per la Produzione e la Commercializzazione dell’Olio di Argan e dei prodotti agricoli ), che ha creato la Tissaliwine, specializzata nella vendita e nella produzione dell’olio di argan e che sta avendo un grande successo.

Donne in cooperativa

Donne in cooperativa

L’unione fa la forza

Al suo inizio, nel 1995, erano una trentina le donne che hanno riunito forze e competenze lavorando alla Tissaliwine, con solidarietà e

impegno, tanto da crescere. Oggi le cooperative sono diventate circa ventidue con oltre mille lavoratrici che manualmente .   Le cooperative sono anche mete turistiche dei viaggiatori che si fermano per acquistare i prodotti tipici locali e che si soffermano a scoprire le antiche tecniche di lavorazione, riti e folclori del luogo, tanto da diventare un richiamo quasi turistico.

La cooperazione internazionale opera a sostegno di queste iniziative emergenti con dei progetti atti a rafforzare il ruolo economico della donna africana, con azioni di agevolazione, formazione professionale e alfabetizzazione, quest’ultima in quanto molte di queste donne sono penalizzate dalla mancanza di istruzione di base.

Donne che lavorano

Donne che lavorano

Il microcredito crede nelle donne

La Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, sull’onda dello stesso entusiasmo, ha promosso e finanziato numerosi progetti in cui le donne, hanno appreso le tecniche di lavorazione e di vendita, con la certezza di essere poi accompagnate anche nell’apertura di una  cooperativa grazie all’accesso al microcredito, la nuova metodologia di prestiti concessi dagli istituti finanziari che è alla base di una nuova politica di sviluppo, nella strategia di lotta alla povertà.

Alcuni di questi progetti, sostenuti in Malawi, in Burkina Faso ed in Etiopia, sono terminati con successo, perché le donne hanno voglia di emergere ed il loro impegno è forte, abituate a lavorare e a dare loro stesse fin dall’infanzia, ancor meglio se con spirito di gruppo.

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