MICROCREDITO: LE NUOVE FRONTIERE DEL LAVORO FEMMINILE

Il lavoro delle donne in AfricaLa donna africana: spesso un’instancabile lavoratrice che sopporta in silenzio il peso della fatica quotidiana.

Comincia prima dell’alba e se ne va a riposare quando tutti gli altri sono a letto.

In diverse realtà dell’Africa, e soprattutto nelle zone rurali, all’uomo spetta tradizionalmente il lavoro pesante (ad esempio la caccia, la pesca, la costruzione della casa, l’abbattimento degli alberi), mentre il ruolo della donna, nell’economia africana, resta nell’ombra. Un problema di genere che in alcuni Paesi del Continente rischia di essere penalizzante, per tradizione e per ruoli sociali, dove  tendenzialmente è ritenuto che le donne non contribuiscano alla generale formazione del prodotto interno lordo e alla crescita economica del Continente.

Ma così non è.

I cento ruoli di una donna

Normalmente di una donna in Africa non si riesce effettivamente a conteggiare né il tempo reale di lavoro e né la quantità effettivamente prodotta. A loro spetta, quotidianamente, la cura dei figli e del marito, calcolabili tra le 12 e le 15 ore, che non vengono considerate come lavoro produttivo, perché ritenute sue mansioni, lavora nei campi (soprattutto dove l’economia è esclusivamente agricola),  semina, miete e vende i prodotti al mercato, percorre molta strada per prendere l’acqua potabile dal pozzo, cerca legna da ardere, si occupa degli animali domestici e di molto altro ancora.  Acquisisce naturalmente delle competenze professionali, in diversi settori.

Sono sempre le donne che si prendono anche cura degli anziani e dei malati.

Il successo del microcredito

La donna da sola gestisce quindi  l’economia informale, la famiglia e molto più spesso sfrutta le sue capacità e risorse riunendosi in cooperative con le azioni di microcredito, per produrre reddito (Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione). Data la Sua condizione sfavorevole  rispetto a quella dell’uomo, soprattutto per il basso tasso di scolarizzazione, le Ong e le istituzioni stanno maturando la consapevolezza, di venire in aiuto con progetti finalizzati al microcredito per la gestione delle loro piccole imprese.

 “La mancanza di istruzione alle donne è stata una ragione di discriminazione che non solo ha degradato la vita delle stesse, ma ha bloccato grandi potenzialità di sviluppo economico e sociale… una riprova di quanto sia importante garantire l’accesso all’istruzione alle donne è stata riscontrata, in primo luogo, nel successo dei progetti di microcredito concessi loro. La condizione femminile migliora in modo significativo quando le donne hanno accesso a un capitale. Da uno studio della Banca Mondiale è stato rilevato che i programmi di microcredito accrescono agli standard di vita soprattutto per le donne e i loro famigliari” (citazione dal libro “Lungo le vie della conoscenza” di Giuseppina Tripodi)

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