QUEL CORAGGIO CHE CAMBIO’ IL DESTINO

Tra i guerrieri Masai

Tra i guerrieri Masai

L’infibulazione, una pratica che in certe zone dell’Africa è culturalmente considerata l’ingresso all’età adulta. Le levatrici costringono le ragazze alla mutilazione delle zone genitali, altrimenti non sarebbero mai considerate degne di rispetto dalla società, emarginate, senza la possibilità di sposarsi e fare figli. Ma questo genere di accettata violenza causa infezioni talvolta mortali. Senza alcuna anestesie e sterilizzazione, le ragazze, durante la mutilazione, sono costrette a sopportare il cocente dolore in silenzio, con dignità. Non possono piangere, ne gridare perché ciò comunque non le permetterebbero di essere considerate degne di  diventare donne adulte.

E’ così che una coraggiosa ragazza del Kenya, appartenente alla tribù dei Masai, ha deciso di ribellarsi ridisegnando la sua storia. Lei si chiama  Nice Nailantei Leng’ete ed il suo destino sarebbe stato quello delle ragazze della sua età, se non fosse scappata dalla zia, quando, da giovanissima, stava per infibularla, rifugiandosi dal nonno, che fortunatamente la salvò da una triste sorte.

la coraggiosa Nice Nailantei Leng’ete

la coraggiosa Nice Nailantei Leng’ete

La vergogna di non essere come le altre

Il rientro in comunità per Nice non fu però affatto semplice, era considerata una “diversa”. Lei, un disonore per la tribù, non avrebbe potuto sposarsi e seguire lo stesso destino delle coetanee. Al tempo stesso ebbe l’opportunità di andare a scuola e conseguire un buon livello di istruzione, mentre alle ragazze circoncise lo stesso diritto era normalmente negato, perché già promesse spose.

La ragazza non si perse d’animo, neppure quando vide due delle sue migliori amiche morire a causa dell’infezione che le aveva colpite. Decise di ribellarsi al sistema e di lottare contro una cultura ingiusta, che vede la donna subire dolori ed umiliazioni indicibili. A soli 23 anni il capo del villaggio le propose di diventare educatrice di comunità e ciò segnò la svolta. Oltre a battersi per le norme igieniche durante i parti, a sensibilizzare la comunità per non contrarre l’hiv e altre malattie virali, comprese che esistono riti alternativi all’infibulazione, per permettere il passaggio di una ragazza all’età adulta, con la conseguente sua accettazione nella società.

Con un bagaglio di nuove conoscenze, Nice riuscì a convincere tutto il villaggio, malgrado le resistenze delle levatrici più anziane,  e successivamente i giovani guerrieri Moran, inizialmente inavvicinabili, essendo lei semplicemente, ma grandiosamente, donna.

Con l'esiere in mano

Nice leader tra i Masai

L’ istruzione: un diritto per tutte le donne

“Il mio desiderio è che le donne diventino importanti nelle proprie vite. Nel mio futuro mi vedo impegnata a garantire a tutte le ragazze il diritto allo studio, affinché abbiano l’educazione necessaria a diventare ciò che sognano di diventare” Rivela Nice, con la voce di chi ha saputo convincere e cambiare la cultura di una tribù intera. Oggi gira il mondo per difendere il diritto delle donne, all’istruzione e alla loro salute, e ancora ricorda con orgoglio il momento in cui i giovani guerrieri Moran le porsero l’esiere, il bastone nero della leadership, e la “cattiva ragazza” che conquistò il rispetto di tutti.

Lascia un commento

Your email address will not be published. *
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>