Raccogliere gli insegnamenti di Rita Levi-Montalcini

Raccogliere gli insegnamenti di Rita Levi-Montalcini: la sfida per raggiungere l’uguaglianza di genere nell’educazione e nello sviluppo nel continente africano

A un anno della scomparsa della prof.ssa Rita Levi-Montalcini, numerose sono state le testimonianze di stima e di apprezzamento espresse dai tanti partecipanti alla IV Conferenza della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus “L’istruzione delle donne africane: questione di genere e motore dello sviluppo”, tenutasi il 16 gennaio nella prestigiosa cornice della Sala delle Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri. La conferenza ha voluto riunire allo stesso tavolo Istituzioni, partner e testimoni sul campo, con l’intento di porre al centro dell’attenzione l’importante problematica del mancato accesso all’istruzione di una parte importante delle appartenenti al sesso femminile nel continente africano.

IV Conferenza

IV Conferenza “L’istruzione delle donne africane: questione di genere e motore dello sviluppo,
Sala delle Conferenze Internazionali, Ministero degli Affari Esteri

L’importanza delle donne come motore dello sviluppo

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, in collaborazione con la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, ha visto l’avvio dei lavori con la lettura dei numerosi messaggi istituzionali giunti a testimonianza dell’alto valore riconosciuto all’iniziativa, capace di rendere visibile ed esplicito un tema cruciale come quello della centralità del problema di genere, che da sempre fa parte della mission della Fondazione.

Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (leggi il messaggio), fermamente convinto che “L’istruzione negata inficia infatti una reale indipendenza, la capacità di scelta individuale. Nello stesso tempo, il pieno accesso delle donne all’istruzione costituisce anche un’essenziale leva di sviluppo per la società nel suo complesso, in quanto la mancata valorizzazione delle capacità e dei talenti delle donne è un grave fattore di debolezza nel processo di crescita di un Paese.”. Si riporta anche quello del Ministro degli Esteri Emma Bonino (leggi il messaggio), e quello del Presidente della Camera Laura Boldrini (leggi il messaggio), la quale ha sottolineato i “brillanti risultati conseguiti dalla Fondazione” ed ha espresso in maniera chiara come “le risorse investite sulle donne hanno ritorni elevatissimi in termini di avanzamento sociale ed economico delle comunità alle quali le beneficiare appartengono”. Numerosi sono stati gli interventi che hanno rimarcato come, nonostante le azioni intraprese, rimane ancora molto da fare per ridurre la disparità fra uomini e donne e il raggiungimento dell’uguaglianza di genere nell’educazione. Il Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, ha infatti evidenziato come: «Secondo lo Human Development Report del 1997 redatto dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, non c’è nessun paese che tratti le donne in maniera paritaria agli uomini: da allora qualche passo è stato fatto, ma, in futuro, ci aspetta ancora molto lavoro dal punto di vista del cambiamento culturale e delle politiche integrate di genere perché tale equiparazione sia resa effettiva». Importanti testimonianze dell’attività della Fondazione sono state portate da Taye Tolera, Consigliere al Ministero della Salute in Etiopia, che ha illustrato il valore delle attività svolte relativamente al campo dei servizi sanitari, mentre Cacilda Isabel Massango dell’Associazione Dream, si è soffermata sui progetti svolti in Mozambico riguardanti soprattutto i bambini e la prevenzione dell’Hiv. Abdulaziz Sharif Aden, sanità pubblica al Dogogliotti College of Medicine, ha voluto soffermarsi nell’illustrare le discriminazioni subite dalle donne in Somalia.

Il tavolo delle Conferenza da sin.: Piera Levi-Montalcini, Francesco Aloisi De Larderel,  Cécile Kyenge, Giampaolo Cantini, Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli

Il tavolo delle Conferenza da sin.: Piera Levi-Montalcini, Francesco Aloisi De Larderel, Cécile Kyenge, Giampaolo Cantini, Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli

Aziende e responsabilità sociale

Un panel specifico è stato dedicato alle azioni e ai programmi di responsabilità sociali d’impresa, in particolare all’impegno crescente e alle nuove e diverse possibilità strumenti che possono essere messi in campo da parte delle aziende. Francesco Iorio, DG UBI Banca e Andrea Campelli, Responsabile Media, Comunicazione e Relazioni esterne di Conad sono stati i due ospiti che hanno illustrato i rispettivi programmi e strumenti attuati nel sostenere il Terzo settore, e l’impegno di collaborazione e sostegno verso la Fondazione.

«Aiutare il prossimo per aiutare se stessi»

Rafforzare le interazioni e la collaborazione tra istituzioni governative e altre Onlus in modo da non disperdere gli sforzi e duplicare i progetti. E’ quello che ha auspicato Piera Levi-Montalcini, nipote della Professoressa, e membro del CdA della Fondazione, sottolineando l’impegno di tutti nel raccogliere l’eredità e gli insegnamenti della fondatrice nel portare avanti i suoi progetti.

«Voci dall’Africa»

Nella seconda parte della conferenza, numerose sono state le testimonianze di coloro i quali sono quotidianamente impegnati in prima linea nei diversi Paesi dell’Africa, e che hanno illustrato il loro operato e le best pratices del settore: Marco Bartoli (Responsabile Comunità Sant’Egidio), Alessandro Bobba (Presidente LVIA), Don Dante Carraro (Direttore di Medici con l’Africa Cuamm), Vincenzo Bagarello (Delegato della Facoltà di Agraria per il progetto Burundi) Asha Omar Aden,  ginecologa presso l’Ospedale civile “Giacomo De Martino” a Mogadisco, Kindi Taila (segretario dell’Associazione DAWA di Modena) e Fides Gakunke, studentessa nel Progetto Burundi promosso dalla Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus..

Fides Gakunke, studentessa nel corso di laurea in Agroingegneria grazie al Progetto Burundi

Fides Gakunke, studentessa nel corso di laurea in Agroingegneria grazie al Progetto Burundi

Rita Levi-Montalcini “modello eccezionale”

I lavori si sono conclusi con l’intervento della Vice Ministro per gli Affari Esteri Marta Dassù, che ha voluto ricordare l’importanza della Professoressa Rita Levi-Montalcini “sia per i risultati raggiunti in campo scientifico, sia per lo spessore umano, sia per la limpida traiettoria esistenziale” e lodando il lavoro portato avanti.

Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, Presidente della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus e il Vice Ministro per gli Affari Esteri Marta Dassù

Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, Presidente della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus e il Vice Ministro per gli Affari Esteri Marta Dassù

“I progetti realizzati dalle Organizzazioni non Governative italiane, spesso con il sostegno della Cooperazione allo Sviluppo, costituiscono un contributo di primissimo livello alla scolarizzazione primaria e all’accesso all’educazione superiore, consentendo a moltissime ragazze e donne di raggiungere una piena realizzazione personale e professionale. Sono convinta che il lavoro della società civile sia essenziale nella battaglia per l’empowerment femminile”.

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