Se io posso costruire un ospedale a 60 anni, potete farlo anche voi

Queste le parole di Edna Adan Ismail, fondatrice del primo ospedale e centro di formazione medico del suo paese, nonché fondatrice della Mezzaluna rossa somala ed ex primo ministro del Somaliland, uno Stato dell’Africa orientale non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale.

“A 16 anni e mezzo ho ricevuto una borsa di studio in Inghilterra, quello che imparato allora mi aiuta ancora oggi nella mia attività. Senza quell’esperienza, sarei soltanto un’altra donna nomade, incapace di incoraggiare o ispirare altre donne”

Edna Adan Ismail e alcune delle infermiere laureate © Wikipedia

Edna Adan Ismail e alcune delle infermiere laureate
© Wikipedia

Finita questa esperienza, torna nel suo paese, scoprendo di essere una delle pochissime ostetriche qualificate. Pur non essendo pagata, si occupa della salute delle donne, ed in particolare del problema delle mutilazioni genitali femminili:

“La lotta contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili è stata la più grande battaglia della mia vita, ed ogni momento della mia vita è stata una battaglia”

Con questo spirito, verso la metà degli anni’80 decide di voler aprire un ospedale a Mogadiscio dedicato a questo problema, ma la situazione di tensione che poi è sfociata in una guerra civile, la porta a rinviare il progetto. Nel frattempo lavora in seno all’Organizzazione mondiale della sanità per una decina di anni.

Finalmente Adan nel 1992, utilizzando i suoi risparmi e la sua pensione, decide di aprire un ospedale a Hargeisa, l’Edna Adan University Hospital. La qualità della vita delle persone del Somaliland è fra le peggiori in Africa, con uno di più alti tassi di mortalità materni ed infantili.

“La prima volta che ho pensato di costruire un ospedale, lo ritenevo come se fosse un sacrificio, ma avendo istruito centinaia di studenti e salvato migliaia di vite, adesso so che ho guadagnato molto di più di quello che ho dovuta sacrificare”

L’influenza della tradizione e la mancanza d’istruzione, soprattutto tra le donne, unite a una tragica povertà, sono un ostacolo alla diffusione di nuove pratiche capaci di salvare la vita a tantissime donne e bambini. Tuttavia Edna non si arrende. Ribellandosi contro l’ignoranza, fa educazione a casa, offre una grande ispirazione e di speranza per il futuro, realizzando corsi per ostetriche tradizionali, capaci di ispirare anche i e le usanze costumi tradizionali.

“I padri devono unirsi alla battaglia. Queste cose succedono alle loro figlie, alle loro mogli. Le donne hanno sofferto per troppo tempo, è tempo per gli uomini di impegnarsi e giocare un ruolo maggiore”

One comment on «Se io posso costruire un ospedale a 60 anni, potete farlo anche voi»

  1. Non ci sono parole adatte per defininire la grandiosità non che la forza di una donna come Edna Adan Ismail nell’aver realizzato questo grande progetto. Molte ragazze come me che studiano all’università hanno nel cuore il sogno di poter aiutare gli altri a conquistare la propria libertà di pensiero e il proprio progetto di vita. Mi piacerebbe molto contribuire a tutto ciò.

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