Donne: sottorappresentate nei negoziati di pace, ma principali vittime dei conflitti

Il 21 settembre si è celebrata la “Giornata Internazionale della Pace“, un momento di riflessione sui modelli, i valori e le azioni ancora da intraprendere per contrastare i conflitti armati che minacciano con sempre più frequenza le popolazioni dei paesi meno fortunati.

Come già abbiamo avuto modo di sottolineare più volte le conseguenze di tali conflitti gravano in maniera maggiore sulle spalle delle donne, le quali devono sopportare da sole le conseguenze più pesanti e con effetti che si protraggono ben oltre la durata del singolo conflitto.

Madre e figli fuori da una clinica ospedaliera in Angola (C) by USAID Africa Bureau

Madre e figli fuori da una clinica ospedaliera in Angola (C) by USAID Africa Bureau

Tuttavia, nonostante questo i dati parlano chiaro: quando si tratta di perseguire, risolvere e ricomporre le fratture create dai conflitti, le donne sono sistematicamente sottorappresentate nei processi di costruzione di pace.

Per correggere questa situazione il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato nel 2000 una risoluzione volta a rafforzare il loro ruolo nei processi di pace.

Ci sono stati alcuni risultati dal, come ad esempio in Ruanda che ha la più alta percentuale di donne parlamentari in tutto il mondo: il 64 per cento. Un altro esempio è Asha Haji Elmi, Membro del Parlamento di transizione somalo, ha a lungo lavorato per portare la pace nel suo Paese e dare voce alle sue donne. Nel gennaio 2004 la Elmi è stata l’unica donna a co-presiedere la Conferenza per la Riconciliazione Nazionale Somala e la prima donna a firmare l’Accordo di Pace.

Ma l’impatto sulla vita delle donne e il loro ruolo formale nei negoziati di pace è ancora sporadica. In totale, le donne rappresentano meno del quattro per cento dei partecipanti ai negoziati di pace secondo uno stufo di Oxfam nel periodo che va da 1992 al 2012.

Percentuale tra donne e uomini nei processi di pace. Fonte: Un Women Participation in Peace Negotiations

Percentuale tra donne e uomini nei processi di pace. Fonte: Un Women Participation in Peace Negotiations

Alla base di questa situazione vi sono vari fattori, tra cui la povertà, la discriminazione sociale ed economica, la mancanza di accesso all’istruzione, minacce e atti di violenza, emarginazione politica.

La partecipazione delle donne è centrale per prevenire i conflitti e la violenza di genere e passa attraverso una politica culturale che le metta al centro dei processi decisionali nei rispettivi paese. Attrici protagoniste e non semplici spettatrici.

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