Studenti a lezione grazie alla radio in Sierra Leone per l’emergenza Ebola

Ancora non c’è una data ufficiale per la riapertura delle scuole in Sierra Leone, uno tra i paesi maggiormente colpiti dall’epidemia di Ebola, ma stando alle fonti governative ed alcune valutazione dell’ONU, probabilmente le aule torneranno a riempirsi verso la fine di marzo.

Nel frattempo gli studenti hanno potuto utilizzare la radio per poter continuare il loro percorso di studio.

Dal mese di ottobre infatti, il governo della Sierra Leone ha collaborato insieme all’UNICEF ed ad altre organizzazioni private, per lanciare un programma di educazione radiofonico dedicato ai bambini in età scolare, che prevede lezioni per i più piccoli nella mattinata e nel pomeriggio  per gli studenti più grandi. Si stima che al momento circa il 50% degli studenti seguano il programma.

Angela Kamara, 6 anni, prende una lezione dalla radio. CC Tolu Bade / Courtesy of UNICEF

Angela Kamara, 6 anni, prende una lezione dalla radio. CC Tolu Bade / Courtesy of UNICEF

Non mancano comunque alcune criticità , in particolare sulla reale efficacia e diffusione delle lezioni, in quanto si stima che solo una piccola parte delle popolazione abbia accesso alla ad un mezzo come la radio. Per quel che riguarda l’istruzione femminile c’è da aggiungere un’ulteriore problematica, come sottolinea Chernor Bah, parlamentare e sostenitrice dei diritti delle donne in Sierra Leone, la quale riferisce come con le ragazze adolescenti, esiste  una sfida ancora più grande.  Le ragazze hanno l’onere aggiuntivo di lavorare per le loro famiglie. Così, invece di essere a casa ad ascoltare la radio, spesso sono fuori casa oppure nei campi.

Alla riapertura delle scuole a fine marzo vi è l’intenzione di mantenere vivo il progetto di educazione radiofonico come supporto alle normali lezioni in presenza, in maniera tale da facilitare il ritorno alla normalità per tutti gli studenti, soprattutto per quelli che vivono nelle zone più colpite dal virus o lontane dai centri urbani più grandi.

Soddisfatto anche Wongani Grazia Taulo, capo educazione dell’UNICEF in Sierra Leone, per il quale il lavoro fatto dopo un anno e mezzo dalla chiusura delle scuole, rappresenta un impegno volto a garantire che il diritto all’istruzione dei bambini non venga interrotto.

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