Telling Story: Manunginina e Blaise, un sogno dal camice bianco

1Manunginina è una giovane donna dagli occhi grandi e scuri, illuminati di vitalità. La sorte l’ha fatta nascere in una zona molto povera del Congo, a Misay. Vive di stenti, ma circondata da una famiglia numerosa che non le fa mancare un bene fondamentale: l’affetto . E’ suo padre Gilbert, che lavora infaticabilmente come meccanico e insegnante alla scuola dei mestieri del villaggio, ad occuparsi di lei e dei suoi tanti fratelli, perché la madre è molto malata. Laddove la sanità pubblica è praticamente inesistente, anche una banale influenza può diventare una pericolosa malattia cronica.

E’ proprio per la necessità di prendersi cura del prossimo che Manunginina sente forte la vocazione di diventare infermiera, dimostrando impegno e volontà tali da rientrare nel progetto di formazione infermiere organizzato dalla Diocesi di Kienge, in particolare dalla Dr.ssa Chiara Castellani, sostenuta dalla Fondazione Rita Levi-Montalcini. La stessa Chiara ci ha raccontato, con grande entusiasmo, la storia di questa giovane donna.

La scuola per medici ed infermieri del Marie Reine de la Paix è altamente professionale e richiede grande impegno. Lo stesso corso è frequentato da Blaise, un bellissimo giovane, di grande coscenza dal punto di vista umano. Anche il passato del ragazzo non è stato facile: suo padre, a capo della polizia locale è stato coinvolto in un conflitto armato e condannato ingiustamente a più di due anni di carcere. Il sogno di Blaise è di diventare medico chirurgo.

Manunginina e Blaise così si conoscono e tra loro nasce una buona amicizia. Studiano nelle stesse aule, giorno dopo giorno con impegno per tre anni ed entrambi ottengono i risultati sperati, conquistando il diploma con successo. Qui le loro strade inevitabilmente si dividono: Manunginina desidera avvicinarsi alla sua famiglia, per aiutare suo padre. La giovane riesce a trovare un posto come infermiera all’ospedale di Misay, Blaise invece accetta di operare a Bisiala, un villaggio sperduto della Provincia di Bandundu, molto lontano da casa sua. Si afferma così come medico chirurgo, in una struttura ospedaliera che lo richiedeva con emergenza, salvando molte vite.
E’ soltanto un anno più tardi che l’ospedale di Misay inaugura finalmente la sua prima sala operatoria e a Blaise, ormai riconosciuto come professionista molto capace, viene proposto di trasferirsi nuovamente. Lui accetta ed è così che le strade dei due giovani si incontrano nuovamente.

Con un grande sorriso la dottoressa Chiara conclude il suo racconto; perché dopo aver fatto visita a Gilbert, nella sua scuola dei mestieri, è stata per lei una grande emozione incontrare la figlia, Manunginina, una volta giunta all’ospedale di Misay. Le è andata incontro orgogliosa e bellissima nel suo camice bianco, conquistato con tanta determinazione. E ancor più bello è stato l’annuncio comunicatole in seguito dalla ragazza, felicemente innamorata, del suo imminente matrimonio con Blaise.
Una bellissima storia che ci incoraggia a continuare nella nostra missione, per fornire giusti strumenti di crescita a donne che, come la nostra Manunginina, partono da una condizione svantaggiata di povertà, ma che riescono a raggiungere l’obiettivo di una vita dignitosa e, perché no, anche felice, grazie all’istruzione.

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