Troppo giovani in un viaggio per non morire

Lampedusa_Sbarco--400x300“Se aveste possibilità di scelta tra restare nel vostro paese, sapendo di andare incontro a morte certa, oppure partire con una speranza di vita voi cosa scegliereste?” Queste le domande dei sopravvissuti alle traversate del mare,  migranti che fuggono dai loro paesi e che affrontano un viaggio in condizioni disumane e disperate. Lasciano le coste libiche per affrontare una traversata pericolosa, eppure carica di speranza, stivati in barconi fatiscenti. Tuttavia le purtroppo moltissime notizie di cronaca, anche attuale, testimoniano che sono in moltissimi a perdere la vita, causando vere e proprie tragedie del mare.   Inoltre un altro aspetto che preoccupa molto sono i minorenni non accompagnati che riescono a sbarcare sulle coste italiane, il cui destino è ancora più avverso.

immigratiAllo sbaraglio attraversando il mare

Hanno tra i 14 e i 17 anni e sono, talvolta, spronati a partire anche dalle loro famiglie, per salvarsi dalla povertà e dalla guerra. Provengono dal Medio Oriente ma anche dall’Africa, in particolare dal Sud Sudan, Eritrea, Somalia, Gambia, Mali e Costa D’avorio. Se ne contano più di duemila sbarcati sulle coste italiane. A questi giovani ragazzi è destinato il confinamento per lungo tempo nei centri di accoglienza, in condizioni pessime, prima che le strutture competenti riescano a trovare loro una sistemazione adeguata, a dispetto degli adulti, il cui trasferimento è più semplice. Ciò perché l’iter di accoglienza per i minori prevede un regolamento ben preciso, il che rende tutto più complicato e lungo.

Nelle mani di chi non ha scrupoli

Le testimonianze dei minori che riescono a salpare dalle coste Libiche, sono drammatiche. Raccontano che una volta giunti nel Paese, dopo un viaggio faticoso attraverso l’Africa, sono travolti da uno stato di guerriglia e disordini, per cui la speranza è quella di partire al più presto, affrontando il mare sui barconi e affidando la propria vita agli scafisti, aggrappandosi alla speranza di farcela.

IMG_2026La giusta Africa

L’altra faccia dell’Africa, quella che la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus vorrebbe e a cui mira,  con la sua attività ed i suoi progetti di sviluppo,  per volontà e speranza della sua fondatrice, è quella di un Continente che intende e può riprendersi, guadagnandosi i mezzi per una vita migliore, nella propria terra, attraverso gli strumenti in assoluto più  importanti e determinanti per la crescita della persona: la formazione, l’educazione e l’istruzione. Soltanto così povertà ed ignoranza possono essere debellate.

Lascia un commento

Your email address will not be published. *
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>