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Progetto 110/10
WOLAYTA (ETIOPIA)

 Beneficiarie del progetto sono sessantacinque donne della regione Wolayta di cui trentacinque, di età compresa tra i sedici e i venticinque anni, frequentano la scuola superiore al nono grado, mentre altre trenta sono iscritte al decimo grado. Inizialmente l’istruzione era prevista fino all’ottavo grado mentre ora prosegue fino al decimo grado, come inserita nei programmi governativi etiopici. In base ai risultati ottenuti agli esami statali del decimo grado gli studenti sono indirizzati a corsi propedeutici per l’università o alle scuole professionali, incluse le paramediche. Le borse di studio si inseriscono in un vasto progetto denominato “pari opportunità per la donna Wolayta” (emancipazione attraverso l’istruzione di qualità), che si sviluppa nella città di Soddo, la più grande città della regione. I principali problemi della zona sono l’elevata pressione demografica, la prevalenza di un’agricoltura di autosussistenza tecnicamente arretrata, carenza del settore artigianale, emarginazione della donna soggetta spesso a padri o mariti padrone che la relegano in stato di semischiavitù. Agevolando l’accesso alle scuole superiori le giovani, al termine del decimo grado, avranno l’opportunità di essere inserite nel mondo del lavoro. Si rileva, infatti, una crescente richiesta di impiegate con conoscenze scolastiche e linguistiche nelle aziende straniere in Etiopia, sia nel settore turistico alberghiero, sia nelle aziende locali dove la lingua inglese è richiesta. Per facilitare l’apprendimento dell’inglese sono a disposizione nella biblioteca locale, testi in lingua e nell’aula magna si proiettano film tre volte la settimana. L’inglese è la lingua veicolare in tutte le classi: elementari, medie e superiori, pur avendo riconoscimento didattico, nelle scuole pubbliche etiopi, ben ottantadue lingue ufficiali. Le scuole rurali sono quasi totalmente condotte nelle lingue etniche mentre nelle città sono generalmente condotte in amarico. L’Istituto, dove studiano le ragazze, ha optato nel settembre 2006 di usare la lingua inglese come lingua veicolare, non escludendo la lingua locale (wolayta) e quella nazionale (amarico). Tale scelta, condivisa dalle autorità locali e dai genitori, permette di superare le difficoltà di comunicazione tra i gruppi etnici e offre possibilità di lavoro o di proseguimento dell’istruzione alle donne altamente penalizzate.



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27/01/2012
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11/10/2011
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  Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus | Un futuro alle donne africane, il futuro ai giovani  
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