10/12/2006
Albatros novembre 2006
Abbiamo ospitato nel nostro numero di settembre, un interessante intervista al premio Nobel Rita Levi-Montalcini; riguardo le biotecnologie e sulla scoperta del NGF che la condusse al prestigioso riconoscimento. Tuttavia non potevamo non offrire ai lettori la possibilità di approfondire insieme alla professoressa Montalcini e alla d.ssa Giuseppina Tripodi, da poco insignita di Laurea Onoris Causa in Scienze Economiche Internazionali all’Università Parthenope di Napoli, gli importanti progetti e traguardi raggiunti dalla Fondazione Levi-Montalcini, costituita insieme alla sorella Paola nel 1992 in memoria del padre Adamo. L’incontro avviene nella sala riunioni della sede romana della Fondazione, dove la prof.ssa Montalcini ci accoglie con la gentilezza e la dolcezza che contraddistingue una donna impareggiabile, personificazione del sapere umano. “Il progetto principe della Fondazione è quello destinato al recupero culturale delle donne africane che dimostrano di avere grande creatività ed efficienza organizzativa, innescando meccanismi di trasformazione sociale” – ci spiega la d.ssa Tripodi. La leadership dei paesi africani alle donne, dunque? – chiediamo alla Prof.ssa Montalcini “ Se si opererà affinché le donne africane possano avere una leadership nei vari campi del sapere, non solo risolleveremo le problematiche del continente africano, ma avremo una positiva ricaduta su tutta l’umanità. Le donne africane per troppi secoli sono state umiliate psichicamente e fisicamente, solo con la cultura potranno riconquistare il posto che spetta alla loro intelligenza, lottando contro forme di barbarie come l’infibulazione e i maltrattamenti alla persona. Queste donne devono acquisire la consapevolezza delle loro potenzialità ed imparare ad usarle bene.” Come opera nel concreto la Fondazione? “Abbiamo assegnato 1100 borse di studio a ragazze africane, perché potessero proseguire nei loro studi, a livello scolare, universitario e post-universitario, e quindi, tornate ai loro paesi d’origine, lavorare per contribuire al miglioramento delle condizioni sociali e culturali ed essere testimonianza di un cambiamento possibile e necessario. Puntando sulle donne d’Africa diamo la possibilità a tutta l'umanità di sopravvivere.” “Aiutare queste ragazze da un punto di vista finanziario è fondamentale, se si considera che su 70 milioni di analfabeti la maggioranza sono donne, si può capire quanto sia importante partire proprio dalla cultura, unica possibilità di salvezza dalle barbarie dei tempi” - Aggiunge la d.ssa Tripodi, cui chiediamo: Come sono scelte le donne alle quali assegnare le borse di studio? "La scelta è eseguita in modo molto rigoroso dalla Fondazione, insieme anche al Ministero degli Esteri. L'analisi dei progetti e la valutazione degli stessi, con la scelta di assegnazione di borse di studio è un momento importante e nasce da una stretta collaborazione con il Direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, Francesco Aloisi de Larderel. Molte delle nostre giovani donne si sono già inserite.” D.ssa Tripodi ci cita qualcuna delle borse di studio assegnate? “Fino al 2008, per il progetto ‘Promozione istruzione e educazione permanente’ , 20 donne e ragazze Saharawi studieranno in Algeria; per il progetto IBRO (International Brain Research Organization) due ragazze del South Africa hanno seguito e completato invece, quest'anno un corso post-laurea, vincendo anche un premio per la loro ricerca. Sono solo alcuni esempi di un programma molto più vasto. Particolarmente toccante il caso di una ragazza eritrea la quale si presentò alla nostra fondazione, raccontandoci la sua drammatica storia... studentessa in medicina in Italia grazie agli aiuti del fratello anche lui medico, si era trovata improvvisamente senza più nessuna forma di sostentamento, perché il fratello, tornato nel suo paese di origine per una vacanza, aveva contratto una forma devastante di malaria che lo aveva portato alla morte e lei, rimasta completamente sola, non sapeva cosa fare e come poter continuare gli studi in Italia. La prof.ssa Montalcini, raccogliendo il grido di aiuto della ragazza, predispose una borsa di studio che le facesse continuare a perseguire il suo sogno di laurearsi in medicina con specializzazione in pediatria e ritornare nel suo paese per curare i bambini ammalati" C'è per tutte le giovani l'impegno di tornare nei paesi di origine a istruzione completata? "La nostra finalità è proprio questa: aiutare a completare un corso di studi che possa poi essere utile per un aiuto concreto nel tessuto sociale del paese d'origine. Ma devo dire che questo è anche il sogno di ogni singola studentessa, che diventa a quel punto testimone di un Africa che può e deve cambiare." - conclude Giuseppina Tripodi Prof.ssa Montalcini, dove porterà prossimamente la sua lotta culturale? “Sono stata invitata dal principe degli Emirati arabi e ho accettato volentieri. Non vi è angolo della terra che non abbia bisogno di una testimonianza di un possibile cambiamento sia per le donne sia per i giovani.” Il motto della Fondazione è “Il futuro ai giovani”, ne parliamo? “Oggi i giovani oltrepassano gli anziani grazie all’acquisizione di innovative capacità tecnologiche. Io alla mia età quasi centenaria, dico che sono i giovani a costruire il futuro di tutti ed è necessario che essi si possano avvalere del diritto di pensare e passare da spettatori ad attori di una società che deve rinnovarsi e guardare avanti.” Di rinnovamento lei parla dia in “Tempo di mutamenti” (2002) sia in "Tempo d'azione" (2004), questo tema sarà presente anche in “Tempo di revisione” cui sappiamo sta lavorando insieme alla d.ssa Tripodi e che darà prossimamente alle stampe, completando così la trilogia? “Il rinnovamento deve essere al centro della nostra esistenza. Mentre in “Tempo di mutamenti” ponevo seri interrogativi sulla criticità dei tempi all’inizio del ventunesimo secolo, ravvisando l’imperatività di ricorrere a un radicale modo di pensare e di vivere, usufruendo delle capacità raziocinanti privilegio esclusivo dell’Homo sapiens, e in "Tempo d'azione" richiamavo l'attenzione sulla urgente necessità di passare dalle parole ai fatti per poter fronteggiare le gravi problematiche del globo terrestre sociali, ecologiche e etnologiche, nel futuro "Tempo di revisione" si porrà l'accento sulla necessità di guardare al mondo in modo `olistico', ossia osservare e spiegare i fenomeni in considerazione delle complesse relazioni esistenti tra aspetti economici, ecologici, scientifici, socio-culturali, cercando di abbandonare l'approccio strettamente settoriale." Il nostro incontro è terminato, ma prima di salutarci un'altra piccola sorpresa ci riserva la prof. Montalcini, un qualcosa di inaspettato, ma che dimostra che la cultura, l'amore per l'arte (la sorella gemella Paola era una geniale pittrice sempre alla ricerca di nuove tecniche espressive) e soprattutto l'impegno per uno sviluppo equo dell'umanità, non conoscono confini espressivi. "Abbiamo scritto a quattro mani il testo di una canzone che sarà inserita in un CD dei Jalisse, perché la musica è di sicuro il metodo più facile ed immediato per arrivare ai giovani" - ci spiega la d.ssa Tripodi. Noi di questo testo vi diamo un piccolo assaggio, perché si possa comprendere quanto sia importante avviarsi sulla strada del... "Linguaggio Universale"... Nei giardini dell'infanzia si racconta che / Ogni uomo è uguale all'altro, perché amore è amore se / Riesce a guardare tra le stelle e capire come puoi essere libero nell'Universo...Speranza di vita migliore dipende da noi...
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