05/11/2008
Trento 1° novembre 2008
Corriere della sera
Il convegno Iniziativa benefica per costruire una scuola in Africa. «L'istruzione vince i fondamentalismi»
TRENTO — Torna a Trento Rita Levi-Montalcini, che ieri sera, all'auditorium Santa Chiara ha presentato i progetti della Fondazione che prende il suo nome ed opera in Africa. In piena forma e senza peli sulla lingua, mentre parlava, ha sferrato un duro attacco al mondo universitario italiano «che in tanti anni non è stato capace di premiare i ricercatori in base al merito ma sempre secondo le logiche dettate dai gruppi di potere e così li ha fatti scappare all'estero». «Italia svuotata di capitale umano, maschile e femminile» per la «professoressa» ancora impegnata oltre che nelle attività umanitarie della sua Fondazione, in quelle scientifiche che l'hanno portata al premio Nobel per la medicina. Dall'Italia all'Africa, l'istruzione come elemento centrale dell'incontro di ieri promosso dalle Acli e patrocinato da Comune e Provincia che aveva come obiettivo avviare la raccolta fondi per costruire un polo scolastico a Afgooye (Somalia). Il progetto sarà realizzato, poi, dall'associazione trentina «Una scuola per la vita». «I fondamentalismi si vincono solo con l'istruzione» ha ricordato la Montalcini, parlando della difficile situazione somala, che è riuscita a finanziare 6 mila borse di studio a donne africane in difficoltà, con l'obbiettivo di superare le 10 mila entro il prossimo anno. Ha parlato di fondamentalismo e non a caso, la senatrice. «In Somalia, terra fino a pochi anni fa in cui esisteva un Islam moderato, ci sono stati in pochi giorni ben cinque attentanti kamikaze —ha raccontato Mario Raffaelli, inviato straordinario del governo italiano nel Corno d'Africa —. Due giorni fa, una giovane donna, di 23 anni, è stata lapidata per adulterio, un inasprimento impensabile in Somalia ma di cui anche l'Occidente è responsabile, avendo deciso di affrontare i problemi dell'Africa, solo con risposte militari» Situazione difficile, ma non senza speranze, quella descritta ieri, anche da Gianni Fontana che siede nel consiglio di amministrazione della Fondazione Rita Levi-Montalcini. L'ex ministro ha ricordato: «Istruendo una donna si possono cambiare i destini di queste terre. Un proverbio africano spiega: insegna ad un uomo ed avrai un uomo istruito, insegna ad una donna ed avrai una famiglia istruita e quindi una nazione intera istruita». Fontana ha parlato anche dell'importanza di tornare ad una politica della generosità, «dove la ricerca del potere e del consenso non si autoalimentano l'una con l'altra, facendo perdere di vista i valori più alti della politica». Montalcini, invece ha ringraziato Trento, città che l'aveva accolta con un tutto esaurito durante le giornate dello scorso Festival dell'economia e dove insieme all'assessore Iva Berasi, la «professoressa» aveva lanciato la «Rete internazionale delle donne» che oggi conta 60 mila contatti. Renato Pegoretti, assessore comunale alla scuola, intervenuto per portare con l'assessore Lucia Maestri, i saluti del Comune di Trento agli ospiti della serata, a sua volta non ha risparmiato un attacco alle politiche sull'istruzione. «I tagli alla scuola ed alla ricerca messi in atto da questo governo — ha accusato — sono deleteri per l'intero sviluppo del Paese. Noi trentini grazie all'autonomia possiamo investire invece, creando una scuola migliore». Una scuola che per il 12 per cento è frequentata da bambini stranieri naturalizzati in Trentino. Montalcini, dall'alto dei suoi 99 anni, non ha perso quell'umorismo chela caratterizza e ieri ha ringraziato la platea, per «questo privilegio di essere ancora qui, in vita, di fronte a voi». Confessando che il sogno di «aiutare l'Africa ad aiutarsi» le è nato insieme alla sorella gemella Paola (morta pochi anni fa), quando aveva vent'anni.
Marianna Bonso
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