03/02/2009
Il Gazzettino di Venezia -
1° febbraio 2009
INCONTRO A CA’ VENDRAMIN CALERGI
Umberto Veronesi e Rita Levi-Montalcini, dialogo tra solidarietà e cultura per amore dell’Etiopia
Il Casinò di Venezia ha tenuto ieri pomeriggio a battesimo il nuovo progetto internazionale della fondazione Montalcini: vaccinare tutte le ragazzine etiopi contro il tumore della cervice dell'utero. La malattia proviene dal virus Hpv, definito il primo killer delle donne africane: ogni anno 79mila di esse si ammalano e 62mila ne muoiono. Il progetto vede la collaborazione di un'altra fondazione, la “Veronesi”. Ieri, i presidenti delle rispettive fondazioni che portano il loro nome, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi, hanno presentato l'iniziativa nel corso del convegno “Solidarietà, istruzione e pace. All'incontro, erano presenti il presidente del Casinò Mauro Pizzigati, e Pupo, in qualità di presidente dell'associazione nazionale cantanti. All'apparire del premio Nobel, il pubblico si è alzato in piedi, tributando alla centenaria Montalcini tutto l'affetto, il rispetto e la gratitudine dei veneziani. La città ha salutato i prestigiosi ospiti con le parole dell'assessore al Turismo, Augusto Salvadori: “Deve partire anche da Venezia – ha detto Salvadori – l'esigenza di creare un vasto movimento d'opinione pubblica per porre particolare attenzione ai disastri causati dalle malattie nelle aree africane. Per questo, lo Stato deve investire di più sulla ricerca scientifica; insomma: meno armi e più ricerca.” “La caratteristica del Casinò – ha affermato Pizzigati – non è solo il gioco, ma anche l'attenzione al territorio e ai progetti di respiro mondiale. Per questa attitudine dimostrata, possiamo con orgoglio annunciare di aver ricevuto il prestigioso premio “Impresa etica 2008”, quale miglior azienda nazionale, conferito dall'associazione “Assoimprese”.” “Entro quest'anno nel centenario, non so se per colpa o per merito – ha esordito Rita Levi Montalcini – non importa il giorno in cui finirò la mia vita, ma il messaggio che intendo lasciare: l'Italia è il fanale di testa, non il fanalino di coda che si vorrebbe credere, spesso umiliando noi stessi. Abbiamo un capitale umano incredibile, sappiamo dedicarci alla ricerca e abbiamo capacità di collaborazione. La fondazione che porta il mio nome, interamente dedita all'Africa, ha inteso con il progetto di vaccinazione porre rimedio a questo terribile killer che colpisce le donne etiopi, peraltro portando sollievo in un territorio che noi italiani abbiamo danneggiato in passato”. “Lo scienziato – ha aggiunto Veronesi – deve uscire dal laboratorio ed entrare nella sfera sociale, sostituendo vecchi valori come Dio, patria e onore, con: solidarietà, tolleranza e pace. La scienza porta ad una nuova società della conoscenza ed è un linguaggio universale, come la musica. Varcare le frontiere della scienza, significa far evolvere il mondo, ed è ciò a cui tende ogni scienziato.” “In quasi 30 anni di attività – ha concluso Pupo – l'associazione nazionale cantanti ha raccolto 55 milioni di euro. Non possiamo definire miracolo l'aver tanti galli in un solo pollaio, ma ciò è stato reso possibile grazie al meritorio fine, di cui tutti i cantanti sono consapevoli: la solidarietà e l'esigenza di accelerare il tempi dell'integrazione, perchè inevitabile e futuro dell'uomo, dove il diverso diviene opportunità.”
Tullio Cardona
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