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11/03/2009
Di più - 9 marzo 2009

“Ho sposato i libri: se mi chiedessero di barattare la mia vita con un matrimonio o dei figli, direi di no” “Dormo tre ore ogni notte e faccio un pasto leggero al giorno”

Roma, le sei di sera di una fredda giornata di fine febbraio. Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986 grazie agli studi sul fattore di crescita nervoso, entra passo svelto nella sala conferenze della fondazione intitolata a suo padre, dove l’attendo per l’intervista. Mi saluta con un sorriso dolcissimo, disarmante. E subito, con estrema disponibilità e fare energico, chiede al fotografo dove mettersi in posa. La professoressa, come la chiamano se sue sei collaboratrici, ha una figura esile, è vero. Ma sembra un filo d’acciaio, per quanta energia mette in quello che fa. E non lo diresti proprio che questa donna, orgoglio dell’Italia, stia per compiere 100 anni. Succederà il prossimo 22 aprile. E, per sua stessa ammissione, lavora più adesso do quando aveva vent’anni. “Il mio segreto? Sono riuscita a non mandare il cervello in pensione”, dice. Sembra facile. Almeno per lei, 100 anni fra pochi giorni che ha appena lasciato il laboratorio dell’Istituto europeo per la ricerca sul cervello, fondato anni fa, dove per tutto il giorno ha lavorato ad una nuova scoperta scientifica. Una scoperta segreta, della quale anche la sua collaboratrice da quarant’anni, Giuseppina Tripodi, sa poco. “Si fanno scoperte ogni giorno” spiega fiera Rita Levi-Montalcini mentre il fotografo fa gli ultimi scatti. Giuseppina esclama: ”Anche oggi hai sperimentato qualcosa di nuovo, non posso crederci!”. “Tu non c’eri, non puoi saperlo” la riprende la professoressa. Ma non è un rimbrotto. Il tono infatti è zuccheroso. E traspare stima immensa e profondo affetto pr questa amica, figlia, sorella, collaboratrice. [...] “Pensare”, sospira la professoressa “che devo proprio a quelli lì, Hitler e Mussolini, se ho continuato gli studi. Magari, se non fossi stata spinta dagli eventi, sarei stata semplicemente una brava ricercatrice, oppure magari avrei realizzato l’altro mio grande sogno, quello di raggiungere il medico e missionario tedesco Albert Schwitzer in Africa, a curare i lebbrosi e a dedicarmi alle donne del Terzo Mondo, aiutandole a liberarsi dalla schiavitù di padri e mariti”. Un attimo di pausa, poi la Levi-Montalcini riprende il suo discorso: “Sulle donne del Continente Nero ho scritto anche un libro, Eva era africana, e il mio impegno nei loro confronti continua grazie alla Fondazione Rita Levi-Montalcini da me fondata, che in questi anni ha assegnato diecimila borse di studio in favore di giovani volenterose donne africane. E che ora, in occasione dei miei 100 anni, ha dato vita a un nuovo progetto: “100 borse di studio per la scuola in Etiopia”, stiamo raccogliendo fondi , chiediamo contributi per avviare alla formazione professionale cento bambine di uno Stato molto povero. Ecco, ricevere un aiuto per questa iniziativa sarebbe il regalo più bello da farmi per il mio compleanno. Insomma, nell’ultima tappa della mia vita, realizzo il sogno missionario della mia adolescenza. Di quando mi consideravo una totale nullità”. [...] “Sono una donna fortunata, ho avuto tutto dalla vita. Anche più di quanto meritassi. Ma, ripeto, soprattutto ho avuto la buona sorte di non mandare mai il cervello in pensione. E la morte non mi spaventa. Potrei andarmene anche domani. In fondo, muore solo il corpo, non i messaggi che dai in vita. L’importante, insomma, è lasciare tracce del proprio viaggio sulla terra. E io con le mie scoperte penso di averne lasciate. Ho vissuto per gli altri e ne sono felice”. Le otto si sera. Osservo: “immagino che sia ancora presto per andare a letto, signora. Adesso cosa farà, tornerà in laboratorio per continuare i suoi esperimenti?”. “No per oggi basta. Mangio un brodino, poi mi chiudo in camera ad ascoltare Bach, Beethoven, Mozart: i miei artisti preferiti. E a leggere un libro. O meglio, a farmelo leggere. Sa alla mia età la vista si abbassa, meglio non sforzarla troppo”. [...]
Lucio Giordano



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Comunicato stampa
L’istruzione giuridica

  Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus | Un futuro alle donne africane, il futuro ai giovani  
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