23/04/2009
Oggi -
22 aprile 2009
“Le opere, cara. Quello che resta di noi sono le opere."
Non credo nell’anima, né nello spirito. Ma so che, grazie alle nostre opere, il nostro passare sulla terra non si esaurisce in un grande nulla”. Laica. Più che atea, agnostica. Rita Levi-Montalcini, 100 anni il prossimo 22 aprile, nata a Torino da una famiglia ebrea: se ha una religione è il fare, se ha una fede è quella della conoscenza che non si ferma, si mette al servizio dell’etica. Rita Levi-Montalcini è un’icona, una figura di riferimento trasversale a molte generazioni: la amano, la rispettano, la ammirano donne e uomini, adulti e ragazzi, adolescenti e ottuagenari.
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La incontriamo a Roma, nella sede della Fondazione a lei intestata, non lontano dalla casa in cui vive in compagnia della governante.
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Come si attraversa un secolo senza una malattia?
“non ho una ricetta: credo che sia merito degli interessi, delle passioni, dell’amore per gli altri. Il coraggio, la responsabilità di mettere le proprie conoscenze al servizio della pace, dei diritti, la generosità, sono il più formidabile dei farmaci. Il migliore che esista. Ho ancora slanci e desidero lavorare per il futuro, anche se quel futuro non mi appartiene. Il passato non pesa tanto da impedirmi di coltivare nuovi sogni”. [...]
Rita Cenni
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